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[ITALIA] Repressione sionista nelle scuole: archiviato il procedimento disciplinare a carico del professor Bullara

REPRESSIONE SIONISTA NELLE SCUOLE

ARCHIVIATO IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

A CARICO DEL PROF. BULLARA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato del “Comitato contro il bavaglio nelle scuole sul genocidio in Palestina” all’indomani dell’archiviazione del procedimento disciplinare avviato dal ministro Valditara nei confronti del professor Salvatore Bullara, insegnante di storia al liceo Augusto Righi di Roma “reo” secondo il governo fascio-sionista di aver parlato ai propri studenti della mattanza compiuta da Israele nella Striscia di Gaza, etichettandola (giustamente!) come un genocidio.

Come SI Cobas esprimiamo la nostra solidarietà al professor Bullara, la cui professionalità e il cui spirito critico abbiamo potuto conoscere ad apprezzare alcuni anni fa, allorquando il professore fu tra le pochissime “mosche bianche” che ebbero il coraggio di dar voce all’interno delle scuole alle lotte del nostro sindacato: è proprio questa “curiosità” nei confronti del mondo reale e dei conflitti sociali ad essere il nemico numero uno dei vertici delle istituzioni scolastiche, e del disegno politico -ideologico teso a sfornare una massa informe di giovani lobototizzati, plasmati e allineati al pensiero unico dominante e incapaci anche solo di riflettere sul presente e sul futuro di barbarie che il capitalismo, il colonialismo e l’imperialismo occidentale stanno prospettando per miliardi di sfruttati e oppressi ai quattro angoli della terra.

La figuraccia di Valditara e dei suoi soci complici del genocidio è un tassello importante nella lotta che continua a svilupparsi in queste ore in decine di scuole ed atenei in tutta Italia a sostegno della resistenza palestinese, su tutti l’occupazione del rettorato dell’università Federico II di Napoli durata fino a stamattina, nella quale gli studenti sono riusciti a smascherare la complicità del baronato accademico con il militarismo guerrafondaio e col colonialismo sionista, chiedendo con forza la rottura dei rapporti con la Fondazione “Med-Or” promossa da Leonardo Spa.

Il prossimo 25 aprile e le piazze del 1° maggio saranno un’occasione per dare nuovo impulso e forza a queste mobilitazioni.

12 aprile,

SI Cobas nazionale


Bavaglio nelle scuole sulla Palestina:

la marcia indietro del ministro Valditara.

Vince la resistenza degli insegnanti e degli studenti.

Il mutato clima politico intorno alla questione palestinese costringe il Ministero dell’Istruzione e del Merito ad archiviare un procedimento disciplinare, avviato precedentemente, che attaccava la libertà d’insegnamento di un docente.

L’inquietante vicenda del professore Salvatore Bullara del liceo “Augusto Righi” di Roma, vessato da misure e controlli repressivi per avere spezzato il silenzio sul genocidio in Palestina durante le sue lezioni, si è chiusa con l’archiviazione del procedimento disciplinare ministeriale a suo carico, senza irrogazione di sanzione alcuna, per assenza di appigli legali. Il tentativo di condizionare con la minaccia di sanzioni il libero svolgimento delle attività didattiche del docente si era rivelato da subito cavilloso e infondato.

Dallo scorso ottobre, con l’inizio della fase più recente del genocidio palestinese, che ad oggi conta circa 33.000 morti e 75.668 feriti, s’intensificava il clima di censura e intimidazione in un contesto politico condizionato dal rapporto di complicità tra il Governo italiano e lo Stato coloniale d’Israele. In quest’atmosfera maccartista la Palestina diventava, più che in passato, argomento tabù nei luoghi istituzionali e costituiva scandalo il ricorso al concetto di genocidio in riferimento allo sterminio di palestinesi in atto. La criminalizzazione di un popolo e l’omertà sul suo massacro assicuravano un efficace sostegno alle politiche stragiste israeliane.

Il professore di filosofia e storia era stato segnalato come docente “di parte” da ambienti filoisraeliani alla stampa, alla dirigente scolastica, al Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il Corriere della sera e, sulla sua scia, altri giornali pubblicavano notizie false sul docente provocandone il linciaggio mediatico:
1) il docente avrebbe assegnato a una classe un tema discriminatorio nei confronti di un alunno ebreo;
2) la divulgazione delle opinioni, non vagliate criticamente, di un’ex alunna (diplomata da cinque anni) che interpretava le analisi del professore relative alle politiche oppressive di Israele come generici attacchi a tutte le persone di religione ebraica;
3) la pubblicazione acritica della notizia di una raccolta di firme di ventuno ex studenti ebrei del liceo, sconosciuti al professore, che chiedeva alla dirigente scolastica il licenziamento di quest’ultimo.

La dirigente scolastica, intimorita dalla sovraesposizione mediatica del liceo e soggetta a pressioni esterne alla scuola, infliggeva al docente una sanzione infondata per dissociarsi da quest’ultimo.

Il Ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara assecondava queste voci istituendo una commissione ispettiva ad hoc che avrebbe sottoposto a interrogatorio il professore e da cui ha preso poi le mosse l’avvio di un procedimento disciplinare rivelatosi pretestuoso.

Sotto questa cappa plumbea gli studenti intanto esprimevano solidarietà al professore con dichiarazioni scritte e sit-in di protesta e il docente si rifiutava di fermare la sua azione didattica finalizzata alla conoscenza della questione palestinese.

Dopo sei mesi di travolgenti mobilitazioni pro Palestina di milioni di persone nelle piazze di tutto il mondo e dopo le prese di posizione del Sud Africa, di altri Stati e della Corte internazionale di giustizia all’Aia contro il genocidio provocato da Israele, il clima politico è cambiato e il Ministero, in tempo di elezioni, ha deciso di archiviare il procedimento disciplinare a carico del docente.

La sconvolgente gratuità dei provvedimenti disciplinari subiti dal professore ci sprona a riflettere sull’effettiva realtà della libertà d’insegnamento e a continuare la lotta per spezzare il silenzio nelle scuole sull’occupazione coloniale, sul genocidio e sull’apartheid in Palestina. Occorre stringersi intorno ai docenti e agli studenti che hanno subito censure e provvedimenti nelle scuole per aver ritenuto indegna l’omertà sul genocidio in atto pretesa dal Governo italiano e da tutti i partiti complici delle politiche guerrafondaie di Israele e degli Stati Uniti.

Comitato contro il bavaglio nelle scuole sul genocidio in Palestina