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Via il foglio di via! Per una primavera di lotta

Il foglio di via dalla città di Piacenza per 3 anni, emesso dal Questore contro il coordinatore nazionale del SI Cobas, Aldo Milani e a due altri
compagni per aver partecipato alle lotte prima della TNT e GLS e poi dei lavoratori Ikea, è un gravissimo atto antioperaio. Va respinto con la
mobilitazione dei lavoratori e di chi si schiera per la loro libertà di organizzarsi e lottare a difesa delle proprie condizioni!

Un foglio di via sarebbe stato dovuto: ai capi e padroni di quelle imprese e cooperative che sistematicamente violano i contratti di  lavoro, le leggi sul lavoro, che sistematicamente evadono contributi e tasse, che sfruttano i lavoratori con il ricatto e che in molti casi, soprattutto della logistica, hanno al loro interno settori importanti dell’economia controllati della mafia, camorra e drangheta. Niente di tutto questo.

Il foglio di via è stato dato a chi ha aiutato i lavoratori ad organizzarsi per lottare contro lo sfruttamento della forza lavoro e i soprusi, violazioni contrattuali perpretate in questo settore ! Questa è la democrazia borghese!

Se vi aggiungiamo il processo aperto a Saronno contro ventisei compagni che 4 anni fa hanno partecipato alla lotta alla Bennet di Origgio (con otto capi d’accusa contro Aldo Milani) ci√≤ mostra da che parte stia lo Stato: contro i lavoratori, dalla parte dei padroni anche quando violano le  leggi da loro fatte.

Il governo e i suoi apparati sono allarmati per le lotte in corso nel settore della logistica ad opera di lavoratori (in gran parte immigrati)
organizzati nel SI Cobas e ADL Cobas, per il rinnovo in meglio del contratto, contro le pretese padronali che li farebbero tornare indietro di
decenni. Il problema non è solo che la conquista di migliori condizioni da parte di questi lavoratori mina i profitti e una competitività basati sui
bassi salari e il supersfruttamento.

Vogliono impedire il “contagio” di lotte vincenti verso altri settori, impedire che i lavoratori italiani imparino a lottare per davvero a difesa delle loro condizioni, a rialzare la testa e prendere in mano la propria sorte anzich√© limitarsi a sperare che l’imbonitore di turno risolva o esorcizzi i loro problemi andando in parlamento.

Vogliono impedire che un numero crescente di giovani, che la crisi esclude in massa da un lavoro, decente o indecente che sia, impari da queste lotte a non subire passivamente la propria sorte, a collegarsi ai lavoratori per una lotta comune.

Respingiamo con  la pi√Ļ ampia mobilitazione questo provvedimento che riecheggia leggi fasciste, ma si basa sulle leggi della “repubblica
democratica”, impediamo che la repressione incateni la libert√† di organizzazione, di sciopero e di lotta dei proletari.

Sabato 6 aprile, ore 15

MANIFESTIAMO A PIACENZA

concentramento ai Giardini Margherita, davanti alla Stazione

30-03-2013 – Sindacato Intercategoriale Cobas