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Cronaca da Radio Città del Capo con rettifica del Coord Nazionale

Bologna, 7 febbaio. E’ stato fissato per lunedì mattina, alle 12, l’incontro a Palazzo Caprara tra Prefetto e SI Cobas. In quella sede si capirà se la vertenza dei facchini Sgb, licenziati dal consorzio che gestiva la logistica in subappalto per Granarolo, andrà verso la risoluzione o se la tensione salirà ancora. Fino a lunedì comunque la tregua richiesta dal Prefetto Sodano dovrebbe reggere: “Noi manteniamo gli accordi” dicono i SI Cobas.
Secondo gli elementi trapelati nei giorni scorsi Legacoop sarebbe pronta a mettere mano all’accordo dello scorso luglio, “non rispettato” accusano i facchini del Si Cobas. Le coop rosse, in cambio dello stop dei blocchi (non la rimozione del presidio) che nelle scorse settimane hanno creato grossi problemi a Granarolo eCtl, si impegnerebbero a cercare di ricollocare altri 19 lavoratori (su un totale di 51, di cui 9 già ricollocati), prima licenziati e al momento, in virtù dell’accordo di luglio, riassunti da Sgb e messi in cassa integrazione (la Cig scade a fine marzo e si potrebbe prorogare di altri 3 mesi).
“Vogliamo una soluzione per tutti e 51 i lavoratori” dice il SICobas che comunque è disponibile a trattare sulla modalità: il top sarebbe un posto di lavoro ma non si chiude totalmente la porta a incentivazioni economiche all’esodo, “dipende da quanto offrono”. Importante, secondo il sindacato di base, è che le risposte siano a breve termine: “Non possono proporci soluzioni a mesi di distanza” -dice Simone Carpeggiani che aggiunge -. Saranno comunque i lavoratori a decidere“.
Stando alle indiscrezioni, dei 19 lavoratori che Legacoop si impegnerebbe a ricollocare, 5 dovrebbero essere assunti dalle aziende vincitrici di un bando di Hera. Altri 14 invece dovrebbero trovare occupazione in aziende di facchinaggio o di altro tipo.
Bisogna precisarlo: i numeri su cui al momento ragiona Legacoop sono quelli dei lavoratori Sgb occupati fino alla primavera scorsa nel magazzino Ctl. In altre parole: le coop non intendono cercare lavoro ai facchini licenziati da Sgb che lavoravano per Cogefrin all’Interporto (l’azienda non fa parte di Legacoop). Si tratta di circa 14 lavoratori di cui “si deve occupare Cogefrin” dicono quasi all’unisono Legacoop e SI Cobas. Da radio città del capo Bologna

Richiesta di rettifica del Coordinatore Nazionale SI Cobas.

 

Vi chiedo per conto del SI COBAS di fare una rettifica all’articolo sotto riportato, nella parte dove si dice che non chiudiamo la porta alle incentivazioni, perché all’interno della nostra organizzazione e soprattutto con i lavoratori coinvolti,  non si è mai parlato di trovare una soluzione sul terreno dell’incentivazione all’esodo. Può darsi che nel colloquio da voi avuto  con Simone Carpeggiani questi abbia detto che dipende dalla somma proposta per non chiudere la porta, intendendo la questione in senso lato ( esempio: se offrono 100 Mila euro a testa crediamo che i lavoratori potrebbero anche prendere in considerazione la proposta). Inoltre, dai numeri da voi riportati, mancano all’appello dei lavoratori:  perche’ 9 operai sono stati già ricollocati, 19 sono quelli che dovrebbero entrare adesso, per arrivare ai 37 il numero dei lavoratori che erano in carico alla Lega Coop. è evidente che 9 lavoratori restano fuori da questa proposta. Comunque vorremmo far rilevare che noi non andiamo all’appuntamento di lunedì per ricevere questa comunicazione, se fosse così sarebbe più semplice farci pervenire per iscritto la proposta all’indirizzo della nostra  sede, se invece ci convocano come sindacato che rappresenta i 51 lavoratori iscritti, vorremmo avere voce in capitolo per trovare una soluzione. È già alquanto strano che le nostre controparti si confrontano con CGIL, CISL e UIL , che non rappresentano nessuno dei 51 lavoratori, sarebbe altrettanto fuori luogo chiamarci in Prefettura per sentire dalla viva e vibrante voce del Prefetto cosa hanno deciso senza coinvolgerci direttamente per far valere le ragioni dei lavoratori. Aldo Milani