RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DEL CIP TAGARELLI CHE METTE IN EVIDENZA, COME FA ANCHE IL SI COBAS, L’AVVICINARSI DELLA 3° GUERRA MODIALE A CUI, LE BORGHESIE E I SUOI GOVERNI A LIVELLO EUROPEO, SI STANNO PREPARANDO CON VARIE MISURE ULTIMA QUELLA DELLA LEVA OBBLIGATORIA. BUONA LETTURA.
SI COBAS NAZIONALE
Solo qualche considerazione. Sono passati solo pochi mesi da quando la Commissione europea rappresentante dei capitali del nostro emisfero ha “approvato” il piano di riarmo conosciuto come “ReArm Europe” (poi ribattezzato Readiness 2030, tradotto Prontezza 2030, riarmo faceva forse storcere un po’ il naso). Tale piano consiste in 800 miliardi di euro per riarmare il continente e il 5% dei bilanci destinato alle spese militari.
Dato il calo generalizzato dei profitti capitalistici – tranne quelli prodotti dal settore degli armamenti – soprattutto del settore auto (grazie non solo alla miseria che avanza ma anche alle sanzioni contro il petrolio russo per…. comprare quello statunitense quattro o cinque volte più caro e che a noi sono già costate il quasi raddoppio delle bollette) – che la scelta per risolvere la crisi dell’accumulazione capitalistica sia la guerra è sempre più chiaro a molti (del resto è la stessa situazione che determinò le 2 guerre mondiali che, ricordiamolo, sono state combattute entrambe … in Europa).
Da allora i guerrafondai vanno a rotta di collo.
Ha iniziato la Francia con tagli al bilancio per aumentare le spese militari – salute pubblica, salari, pensioni – primo esempio concreto di quello che accadrà anche a noi e a tutti quei paesi capitalisti, i cui governi hanno allegramente sottoscritto il “rearm” europeo. In questi giorni poi stanno schiacciando l’acceleratore.
In Germania il cancelliere Friedrich Merz (milionario, ex dirigente di importanti istituzioni tra cui la Commerzbank e avvocato del Fondo BlackRock, la più grande società di gestione degli investimenti al mondo, con sede a New York, tanto per inquadrare il personaggio) ha dichiarato che se non si raggiungessero gli obiettivi di reclutamento giudicati necessari con il servizio volontario, si prevede di reintrodurre la leva obbligatoria, che è stata formalmente abolita nel 2011. Venerdì prossimo gli studenti tedeschi scenderanno in piazza contro il progetto del governo.
In Francia il mese scorso il presidente Macron (altro milionario ed ex consigliere delegato della banca d’affari Rothschild &Co.) ha annunciato il via alla leva militare “volontaria” dei giovani dai 18 ai 25 anni a partire dall’estate 2026. Gli ha fatto seguito pochi giorni fa il Capo di Stato maggiore generale Fabien Mandon che ha chiarito meglio: “La Francia deve accettare di perdere i suoi figli”
In Italia il ministro della Difesa Crosetto (guarda caso ex advisor di Leonardo SpA, ex Finmeccanica, una dei maggiori produttori di armi a livello europeo e con legami anche con l’industria militare israeliana) rilancia anche lui la chiamata alla leva “volontaria” (la leva obbligatoria in Italia esiste tuttora, è stata solo sospesa nel 2005).
Intervistato due giorni fa dal Financial Times, il presidente del Comitato militare della NATO, l’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone dice che l’Alleanza atlantica dovrebbe considerare l’ipotesi di essere “più aggressiva” e di sferrare un “attacco preventivo” in risposta alla guerra ibrida (concetto vaghissimo…) che la Russia, o chi per essa in futuro, condurrebbe contro l’Occidente.
Intanto c’è una prima vittima: la verità. Due soli esempi: il genocidio nazi-sionista in Palestina, dove ancor oggi, alla faccia del “piano di pace”, di Trump i giornalisti occidentali non possono entrare e quelli palestinesi continuano ad essere ammazzati tutti i giorni (insieme a centinaia di uomini, donne e bambini) e gli omicidi mirati della flotta USA davanti alle coste del Venezuela che mitraglia da tempo barche di pescatori in nome della guerra “alla droga”, senza mai portare una sola prova. E’ il petrolio, baby, e i suoi profitti … altro che “difesa di Israele” o lotta alla droga.
Ora si passa dalle parole ai fatti. Il costo della guerra imperialista che avanza a passi da gigante lo dobbiamo pagare noi, proletari sfruttati, ammazzati e feriti ogni giorno sui luoghi di lavoro e, in una prospettiva non più così lontana, sui campi di battaglia – non illudiamoci.
Il nemico è in casa nostra, non viene dalle steppe russe. Sono i capitalisti e i loro servi.
Il loro vero nemico siamo noi – proletari, lavoratori, giovani – a cui oggi dicono che, per il loro profitto, dovremo diventare la loro carne da cannone..
Abbiamo una sola via : unirci e organizzarci per dire NO alle guerre imperialista e SI alla guerra di classe.
Non un soldo né un uomo per le guerre imperialiste.
Socialismo o barbarie. Il resto sono chiacchiere.
CIP TAGARELLI










