CONTRO L’ASSALTO IMPERIALISTA AL VENEZUELA!

Nella mattina e primo pomeriggio del 6 gennaio si è tenuta, nella sede di Bologna, una partecipatissima riunione degli operai e delle operaie del S.I.Cobas.
Sfidando la giornata di festa ed il cattivo tempo i/le nostri/e compagni/e si sono incontrati/e per decidere come sviluppare la propria attività nel 2026.
Oltre che sulla piattaforma sindacale l’assemblea ha preso posizione contro l’assalto imperialista Americano al popolo Venezuelano di cui sotto si riporta.
Nello scontro inter-imperialistico, il destino di alcuni paesi in via di sviluppo debole sul piano strutturale entrando, in un altro schieramento dei poli borghesi sono soggetti, con l’acentuarsi della crisi strutturale del capitalismo, ad essere stritolati e perdere cosi quelle capacità iniziali che sembravano poterli portare come pari “commensali ” al banchetto preparato da quello o quell’altro polo capitalistico.
Diventando lo scontro sempre più duro fino a proiettarsi sul piano militare, la vita del più forte esige il ridimensionamento del capitale più debole e questi, come succede al Venezuela, non può giocare la parte di partner capitalista affinché la borghesia in loco possa superare le proprie debolezze strutturale in rapporto ai settori più forti del capitale.
Chavez prima, il guidatore di autobus, sindacalista e uomo dell’apparato che è succeduto, il signor Maduro, pur nazionalizzando l’industria del petrolio, hanno sfidato nel cortile di casa Yankee, la potenza numero uno del pianeta è come Stefen Miller (consigliere per la sicurezza interna degli stati uniti) a detto due settimane fa “il sudore, l’impiego e la fatica americana hanno creato l’industria petrolifera
in Venezuela. La sua titanica espropriazione è stata il piu grande furto di ricchezza e proprietà americana mai registrato”.
Il Venezuela, pur avendo 303 miliardi di barili di riserva petrolifera accertata (il più grande della terra), il 20% del interno petrolio mondiale, non è riuscito a decollare ed il governo repubblicano, condizionato dagli interventi americani, ha mantenuto la popolazione in condizioni di miseria estrema, di dittatura e l’alternativa adesso, il cambio di regime che gli oppositori capeggiati da Corina Machado ( appoggiata da USA) portavano avanti sarebbe stato ancora più oppressivo e reazionario.
La Boli-burguesìa che governa il Venezuela ha cercato la via alternativa al polo dominato dall’imperialismo americano stava creando canali di pagamento diretto con la Cina che aggiravano la Swift, l’organismo creato da USA che nella sostanza governava le transizione petrolifera e questa de-dollarizzazione indeboliva l’intero sistema finanziario americano basato sul petrodollaro.
Avevano già provato Saddam Husssein che voleva vendere il petrolio in euro e nel 2003; L’Irak è stato invaso dalle truppe Usa, Gheddafi che aveva proposto una valuta africana basata sul oro, chiamata dinaro d’oro, nel 2011 la Nato bombardava la Libia è Gheddafi veniva ucciso.
Più paesi della terra hanno bisogno di dollari per acquistare il petrolio, consentendo cosi all’America di stampare denaro illimitato, creando miliardi di capitali fittizi ed il fatto che qualche sistema capitalistico scambi il petrolio con altre monete del dollaro ( in base al sistema di pagamento in Swift) mette in discussione il dominio imperialista finanziario degli USA.
Il 3 gennaio 2026, l’esercito americano, ha agito bombardando il Venezuela e grazia alla complicità di qualcuno dell’apparato militare e istituzionale, cattura Maduro.
L’uso della forza delle armi nella contesa con altri stati capitalistici é usata, come è sempre stato, per intimidire ogni soluzione politica che dovrà seguire allo spodestamento del governo Maduro e non ci sarà nessun “diritto internazionale” che potrà tenere, Trump dice al mondo: Qui comando io. La dichiarazione della repubblica Bolivariana del Venezuela al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, o l’appello al “diritto internazionale ” sono atti insignificanti per tutti e in particolar modo i capitalisti americani.
L’AGGRESSIONE AL VENEZUELA È UN ULTERIORE PASSO NELLA CONTESA IMPERIALISTA NELLA CORSA VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE.
Solo l’armamento del proletariato e del popolo venezuelano possono contrastare questo atto di’ imperio delle armi e ciò avrebbe come risultato di chiamare maggiormente in causa chi subisce la dittatura del capitale in tutte le parti del mondo.
La contesa non è agli inizi, Palestina ed Ucraina sono li a dimostrare e lo scontro su petrodollaro, che vede la Russia vendere il petrolio in Rubli e Yuan, L’Arabia Saudita che sta operando per vendere il greggio nero in cambio di Yuan, L’Iran che commercia da anni con valuta diversa dal dollaro, si accentuerà aprendo altri focolai di guerra al livello mondiale.
La “dottrina Monroe” del 1823 che ha dato per circa duecento anni l’indirizzo politico all”America per il controllo del “cortile di casa ” ( L’America Latina) diverrà, estendendosi nel pianeta la condizione a cui dovrà rispondere il proletariato a scala mondiale, al grido di “guerra alla guerra “.
Il Si Cobas, non avendo mai tifato per Chavez e ne per Maduro è contrario a questo atto criminale degli USA, perché è contro la popolazione del Venezuela ed dalla prospettiva rivoluzionaria a scala mondiale atta ad abbattere il sistema capitalistico. Per tale motivo saremmo nelle piazze a protestare contro l’attacco militare politico USA verso la popolazione venezuelana.

Per il Si Cobas Coordinatore Nazionale Aldo Milani

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