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La chiusura dello stabilimento di Termini Imerese insegna

Gli operai di quella realtà lavorativa Fiat, per anni hanno accettato di subire ogni cosa, nella vana illusione di poter salvare il loro posto di lavoro e di non vedere chiudere la loro fabbrica.
Questo ha significato sottostare a ogni forma di ricatto, di ulteriore sfruttamento del lavoro, attraverso l’aumento costante e disumano dei ritmi lavorativi; e in cambio un salario da fame inidoneo a tenere il passo con il costo della vita, divenuto sempre elevato impossibile.
Come altri operai prima di loro, si sono sacrificati, immolati sull’altare del profitto.
Per i profitti dei loro padroni, ma tutto questo non è servito a nulla.
Non si sono salvati e non hanno salvato ne il loro posto di lavoro, ne la loro fabbrica che ora è chiusa.
Di fronte a questi fatti noi operai che ancora abbiamo il nostro posto di lavoro e non abbiamo ancora visto i cancelli della nostra fabbrica chiudersi; dovremmo incominciare a porci seriamente delle domande.
E la prima dovrebbe essere quella, del perché tutto ciò non ha funzionato e non funziona, visto le tante realtà lavorative che ogni giorno chiudono?
Perché non torna mai l’equazione che più sfruttamento del lavoro, equivale a più occupazione?
E gli operai finiscono con l’essere solo, più sfruttati e disoccupati?
La risposta sta nel fatto che in crisi economica i profitti padronali si ottengono solo attraverso il taglio del costo del lavoro.
Più il costo del lavoro è basso, più la forza lavoro operaia risulta essere per i padroni una merce  molto conveniente, della quale possono disporne quantitativamente in modo illimitato.
Possono usurare sino all’osso la forza lavoro, di una generazione di operai, perché tanto poi c’è quella successiva pronta per essere spremuta.
Ciò significa che se noi operai non contrastiamo e non lottiamo oggi contro lo sfruttamento, oltre a condannare noi stessi a subire dell’altro sfruttamento che terminerà solo con la nostra  disoccupazione; condanneremo anche le generazioni future.
I nostri figli e nipoti.
Non accettiamo i sabati di lavoro straordinario, questo ulteriore nostro sfruttamento e scioperiamo!
 
Sciopero dello straordinario
Sabato 03 dicembre 2011
 
Per lo scorrimento lo sciopero è da effettuarsi nel giorno di riposo

RSU SI COBAS NEW HOLLAND MODENA – SI COBAS MODENA