Cobas

[INPS] Da Milano-Nord: a Piacenza il SiCobas organizza i lavoratori per la lotta, l’Usb aggredisce e calunnia

L’invio ieri, da parte di USB, di un comunicato con cui butta fango sul SI COBAS, accusandolo di effettuare intimidazioni in alcune cooperative del piacentino nei confronti dei lavoratori che si iscrivono ad altre organizzazioni sindacali, costituisce un attacco gravissimo e strumentale contro la nostra organizzazione sindacale che merita una risposta sia nel merito sia nel metodo.
 
Per quanto attiene al merito, meglio descritto nel comunicato del SI COBAS di Piacenza allegato (antecedente al comunicato di USB) vogliamo precisare che a subire intimidazioni ed aggressioni sono stati i lavoratori del SI COBAS e che l’artefice degli scontri, volti a creare zizzania tra i lavoratori, è un personaggio espulso dalla nostra organizzazione sindacale per comportamenti scorretti (era stato sorpreso a utilizzare l’attività sindacale per fare pressioni sul datore di lavoro affinché assumesse parenti e conoscenti) e poi transitato per vari sindacati sino ad approdare all’USB.
 
Per quanto riguarda il metodo, riteniamo scorretto che USB irrompa a gamba tesa nella campagna per il rinnovo delle RSU, facendo informazione in modo distorto -con il malcelato intento di strappare qualche voto in più – colpendo un’altra organizzazione sindacale di base.
 
Chi ci conosce personalmente e conosce la nostra storia sa che non è questo il nostro modo di fare sindacato, che ci interessa di più organizzare i lavoratori dal basso per la difesa dei propri diritti, che non raggranellare qualche tessera sindacale o firmare accordi al ribasso solo per tenersi un posticino al tavolo delle trattative  e conservarsi qualche distacco sindacale (come invece fatto altre volte da USB, anche con l’accordo capestro del 10 gennaio 2014 sulla rappresentanza nel settore privato).
 
Questo modo di fare sindacato non appartiene alla nostra storia che è tesa a creare un fronte comune dei lavoratori più che a glorificare la nostra organizzazione sindacale.

Ed è su questa linea che intendiamo andare avanti.

Non chiediamo tessere ai lavoratori ma impegno costante nella lotta per la difesa dei propri diritti.

 
SI COBAS INPS MILANO-NORD
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COMUNICATO STAMPA

Il S.I.Cobas piacentino esprime rabbia e sdegno per quanto avvenuto nella giornata di giovedì 8 marzo presso il magazzino di GLS Piacenza.

Uno sparuto gruppo di persone rappresentanti del sindacato USB ha fatto invasione nel magazzino aggredendo violentemente alcuni nostri aderenti per poi inscenare una protesta barricandosi sul tetto del magazzino.

Si tratta della seconda provocazione in una settimana, dopo quella avvenuta lunedì davanti al magazzino “Leroy Merlin” di Castel San Giovanni, ma questa volta, come già avvenuto in passato, gli aderenti a USB non si sono fatti problemi ad utilizzare la violenza verso altri lavoratori secondo loro colpevoli di non essere d’accordo con loro.

La cosa non stupisce: a guidare il manipolo è infatti un personaggio ben noto, che provvedemmo ad espellere dal SI Cobas nel 2015 per indegnità morale e che da allora vanta una denuncia per tentato omicidio da parte di un lavoratore GLS che aggredì con armi improprie mandandolo in coma.

Dopo la nostra espulsione, il suddetto personaggio ha girovagato una serie di sigle sindacali transitando per la CGIL fino al venir arruolato in USB. USB, forse per disattenzione o forse per interesse, non si è fatta problemi ad arruolarlo pur consapevole dei suoi poco onorevoli precedenti.

Ciò che colpisce e mortifica è la disparità di pesi e misure: quando i lavoratori del S.I.Cobas inscenano un picchetto per reclamare i loro diritti vengono subito colpiti con botte e denunce, mentre se la USB adotta metodi squadristi (strumentalizzando dei lavoratori disperati) per pretendere dalle varie aziende l’assunzione del proprio circondario di amici e parenti si tende da parte delle istituzioni a chiudere un occhio incentivando lo scontro tra sindacati di base.

Questo utilizzo con finalità caporalesche del sindacato insudicia la lotta sindacale stessa e diseduca i lavoratori spingendoli verso valori opportunisti piuttosto che di solidarietà come da noi promosso.

Non stupisce che a supporto di tali pratiche si spendano alcune figure legate a partiti della “sinistra” piacentina che, evidentemente non paghi del lavoro di distruzione operato sul piano politico, vorrebbero intaccare anche il bastione di diritti costruito in questi anni dalla classe operaia organizzata nelle file del S.I.Cobas con sangue e sudore.

Ma la nostra forza e il nostro radicamento sono tali che non ci faremo intimidire né a GLS né a Leroy Merlin, respingendo con tutta la nostra forza il tentativo di piegare a interessi personalistici o di casacca la sacrosanta lotta per la difesa delle condizioni salariali e dignità. Chi vorrebbe fomentare la guerra fra poveri troverà sempre nel S.I.Cobas un bastione inespugnabile con cui fare i conti.

S.I. COBAS PIACENZA