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Esselunga: iniziativa di lotta per il reintegro

Come noto una sentenza del tribunale di Milano ha disposto il reintegro di due operai della cooperativa Apollo, licenziati da Esselunga per rappresaglia anti-sindacale, a novembre del 2011.
Il risultato cancella in un sol colpo un mese e mezzo di inutili e penosi tentativi di mediazione proposti da Safra, su cui ha pesato la mano lunga di Esselunga e il suo strapotere politico all’interno delle cooperative appaltanti. A fronte della “proposta” di rientrare in cassa integrazione, ma senza nessuna garanzia di collocazione effettiva al termine del periodo di cassa, i 25 operai licenzaiti avevano infatti deciso unanimemente di rifiutare e andare in giudizio.

Torneremo e approfondiremo il ragionamento sulla CIG in Esselunga; per ora ci basta sottolineare che siamo di fronte ad un evidente tentativo da parte di padroni, istituzioni politiche e sindacati confederali, di utilizzarla per liquidare la lotta e i suoi protagonisti, provando a evitare il giudizio del tribunale.
Come si spiega infatti che all’INPS era già stata inoltrata una lista di operai in Cassa Integrazione comprendente anche i licenziati che, per legge, non possono accedervi in quanto non più dipendenti delle cooperative? Risposta: erano talmente convinti che gli operai avrebbero accettato la Cassa Integrazione che hanno deciso in modo palesamente maldestro ed in barba a qualsiasi legalità di…portarsi avanti.
Ciò che conta comunque é che alla fine l’ennesimo atto di coraggio degli operai è stato premiato con la condanna di Apollo al reintegro e al pagamento di tutti gli arretrati per due di loro (Lingad e Bamba), mentre una miriade di ulteriori udienze si incaricheranno nei prossimi mesi di definire la sorte (legale) di tutti gli altri 23 licenziati

Siamo però coscienti che il piano legale è solo uno dei terreni su cui si misura questo scontro e che di per sè non è affatto risolutivo.
E infatti, come era lecito aspettarsi da parte di chi ha fatto carte false per eliminare il pericolo di qaulsivoglia ostacolo alla propria politica di sfruttamento, non è giunto alcun segnale che permettesse ai due operai reintegrati di concretizzare le disposizioni del giudice.

Che fare quindi? La risposta del presidio permanente è molto semplice: gli operai devono rientrare al lavoro e quindi si presenteranno ai cancelli “forti” di un pronunciamento chiaro del giudice del Lavoro, anche se le dichiarazioni, lette sui giornali, da parte di Longo, presidente del consorzio Safra, non lasciano dubbi sul fatto che i cancelli saranno sbarrati dai caporali di Esselunga, dalla guardie giurate e da squadre di polizia e carabinieri che ormai stazionano davanti ai cancelli da 5 mesi (e che ben si guarderanno di far rispettare la sentenza di reintegro).
Poco male! I paladini della legalità, tra cui anche anche il sindaco di Pioltello, sempre pronti a sputare sentenze sulla presunta violenza degli operai in sciopero, saranno eventualmente chiamati a giustificare il loro schieramento per impedire il reingresso in fabbrica di chi (Bamba e LIngad tanto per cominciare) si è conquistato, oltre ogni ragionevole dubbio, tale diritto

Vedremo se vale di più la loro legge scritta o il denaro di chi la utilizza permanentemente a proprio vantaggio per poi disconoscerla quando gli dà torto.
Nel primo caso i compagni entreranno a suggello di una vittoria nitida degli operai in lotta. Il secondo rappresenterà invece un ulteriore chiarimento  che non ci sono  Istituzioni democratiche che tengano conto dei “diritti” dei lavoratori e che si può solo fare affidamento alla lotta e alla propria organizzazione dal basso.
Vedremo cosa sceglieranno lorsignori!
La risposta è piuttosto vicina. Quindi…non mancate la diretta!

Venerdì 16 marzo ore 21
Iniziativa di lotta per il reintegro
Presidio permanente di Esselunga – Pioltello  Sindacato Intercategoriale Cobas