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[MODENA] I lavoratori AlcarUno diffondono un comunicato in presidio dalla Prefettura

Ieri, presidio dei lavoratori di AlcarUno (macellazione carni) alla prefettura di Modena.

Contro i finti esuberi costruiti a tavolino da azienda e cooperative, i lavoratori autorganizzati con il S.I. Cobas hanno diffuso questo comunicato stampa sulla situazione nello stabilimento di AlcarUno (testo dopo il video):

“Verso la fine di settembre 2018, dopo mesi di trattative infruttuose in merito al pagamento delle spettanze di fine rapporto riguardanti i lavoratori attualmente in forze presso la 3T SocietĂ  Cooperativa, arrivammo ad aprire una trattativa in merito alla questione del pagamento del Trattamento di Fine Rapporto. 

Il giorno 26 non arrivano risposte ed il giorno 29 chiediamo ai legali spiegazioni; ci arriva dunque una lettera di risposta in tarda sera che precisa l’impossibilità di avere tale risposta perché l’incontro del 26 non si è tenuto e che la prossima data di incontro possibile sarebbe stata il 5 novembre, forse a causa della nostra impossibilità di dare risposte rassicuranti in merito alla trattativa, i lavoratori si fermano il 31 ottobre per contrattare una risposta definitiva direttamente con la azienda.

Sulla base di questa iniziativa di sciopero, la 3T Società Cooperativa, disdetta l’appalto con il quale gestisce due nastri per conto della azienda Levoni, utilizzando il fatto che il contratto scade proprio il giorno 31 ottobre.

Ne segue una trattativa convulsa, dal poco che ci è stato riferito, che per tre giorni vede i lavoratori di 3T restare privi di destinazione lavorativa pratica, seppur in carico alla 3T stessa e l’uno ed il due di novembre restano sospesi con i cartellini non più abilitati all’ingresso nello stabilimento.

Il 5 di novembre sera viene comunicato che i lavoratori di 3T riprendono il lavoro presso Levoni, ma che c’è stata una variazione, nel senso che l’appalto prevede la gestione di un solo nastro di lavoro e non più di due nastri, come nella situazione precedente.

E’ chiaro che siamo nei fatti di fronte ad una “cessione di ramo d’azienda” in favore di Steer Disosso che però non assorbe i lavoratori precedentemente in forze presso 3T e di tale cessione la 3T, che dichiara di non aver fatto questa scelta ma di averla subita, non è in grado di comunicare se si tratti di una scelta temporanea o definitiva.

All’incontro dell’otto gennaio, apprendiamo che non ci sono variazioni rispetto alla condizione dei nastri e 3T Società Cooperativa per la prima volta parla della intenzione di accettare dimissioni volontarie da parte dei suoi dipendenti.

E’ evidente che il sindacato non può avallare una condizione di cessione di ramo di azienda senza le procedure contrattualmente previste e la condizione di apertura dello stato di agitazione diventa obbligatoria.

Chiariamo però che questo stato di agitazione non riguarda solo 3T Società Cooperativa, ma riguarda il sistema illecito con cui l’azienda Alcar Uno intende utilizzare la competizione, reale o fittizia, tra le cooperative, per licenziare i lavoratori in modo mascherato.

Infatti non siamo di fronte ad una condizione di crisi aziendale, ma di “esubero costruito ad arte volto all’eliminazione di parte del personale”, contro lavoratori che da anni sono applicati, attraverso numerose cooperative che si sono avvicendate, alla produzione all’interno dello stabilimento di Alcar Uno.

Dunque non è contro la singola cooperativa, ma è un problema che riguarda un sistema che è strutturato sul piano di una evidente illiceità di comportamenti.

Aggiungasi a questo il fatto che i lavoratori in forza presso 3T sono tutti inseriti in un livello non appropriato al tipo di lavoro che stanno svolgendo e che alcune di quelle maestranze sono ancora assunte con un contratto logistica e trasporti.

Nella giornata odierna (14 gennaio n.d.r.), i rappresentanti sindacali del SiCobas di Italpizza sono stati convocati presso il MISE a Roma e domani avrĂ  luogo la interrogazione parlamentare sul caso Italpizza.

Oggi sono rientrati quasi tutte e tutti i lavoratori.

Nei prossimi giorni ci sarĂ  una nuova conferenza stampa.

S.I. Cobas Modena