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[ITALIA] Tigotà: stesso padrone stessa lotta, continua lo sciopero dei lavoratori di Pavia e Padova uniti e organizzati con S.I. Cobas e Adl Cobas

Una lotta unitaria fra i lavoratori di due magazzini logistici che lavorano per Tigotà, lontani fra loro – uno a Broni (PV), l’altro a Padova – organizzata unitariamente dal S.I. Cobas e dall’ADL Cobas.

Magazzino Tigotà di Broni: continua la protesta dei lavoratori.

Scioperano insieme i lavoratori di Broni (PV) e Padova per rivendicare diritti uguali nei due magazzini dove si svolge lo stesso lavoro.

Continua la protesta la magazzino Tigotà di Broni: i lavoratori di Broni e Padova scioperano insieme per rivendicare diritti uguali nei due magazzini, dove si svolge lo stesso lavoro.

Qui sotto la posizione di S.I. Cobas e Adl Cobas.


Magazzino Tigotà di Broni: continua la protesta dei lavoratori

Dalla giornata di lunedì 30 settembre 2019 è in atto una protesta da parte di alcuni lavoratori aderenti a S.I. Cobas presso il magazzino Tigotà di Broni.

Gottardo spa, proprietaria del marchio Tigotà, dopo le lotte portate avanti da Adl Cobas negli scorsi anni, che hanno portato alla conquista di importanti diritti nel magazzino di Padova e alla cancellazione di forme di sfruttamento, ha deciso di aprire da circa un anno un nuovo magazzino a Broni in provincia di Pavia, non rinnovando più a Padova una ottantina di contratti a tempo determinato e dove sono state riprodotte in buona misura condizioni di sfruttamento che avevamo conosciuto in precedenza a Padova: tre società che gestiscono l’appalto, contratti a tempo determinato spropositati, orari infiniti, applicazione di un contratto diverso rispetto a Padova (il commercio), ricatti continui per aumentare la produttività.

L’opera di intimidazione messa in atto a Padova si è basata soprattutto sullo spostamento di molti colli da movimentare a Broni e la minaccia di chiudere Padova qualora non si fossero raggiunte le produttività richieste.

Tutto questo è durato fino a qualche giorno fa, quando, da un lato a Broni una cinquantina di lavoratori (assunti a tempo determinato), stanchi di subire minacce e ricatti, ha deciso di iscriversi al S.I. Cobas rivendicando prima di tutto la stabilizzazione del posto di lavoro e l’applicazione delle stesse condizioni contrattuali esistenti a Padova, dall’altro un certo numero di lavoratori (prevalentemente preparatori) che erano iscritti alla Cisl sono venuti ad iscriversi all’Adl Cobas.

Pure i rider abusivi: caporalato e sfruttamento anche di irregolari, indagine a Milano.

Questi due fattori hanno cambiato le carte in tavola e si è creato uno stretto rapporto tra Broni e Padova che ha portato alla decisione comune di aprire lo stato di agitazione nei due magazzini, chiedendo in primo luogo la proroga dei contratti a tempo determinato in scadenza a Broni, che non vi fossero azioni di rappresaglia di tipo antisindacale nei confronti di chi si era iscritto e l’accettazione delle proposte relative al premio di risultato a Padova.

L’incontro in Prefettura

Nella giornata del 30 settembre si è tenuto un incontro presso la Prefettura di Pavia per verificare se ci fossero o meno le condizioni per arrivare almeno a garantire la proroga dei contratti in scadenza con il 30 settembre per avviare con più calma un confronto sulle problematiche che avevamo indicato.

La proposta uscita dall’incontro è stata quella di prorogare solo ad 8 dei 16 contratti in scadenza volendo con questo gesto lanciare un atto molto preciso di sfida ai lavoratori di Broni e di Padova e alle nostre Organizzazioni Sindacali.

Un atto esplicito di sfida ben rappresentato dal rappresentante di Flexilog Sig. Cassetti, il quale, anche a Padova si era ben distinto invano nel volere fare piazza pulita di Adl Cobas.

La risposta immediata dei lavoratori di Broni e del S.I. Cobas è stata quella di continuare il presidio davanti ai cancelli del magazzino.

S.I. Cobas e Adl Cobas si dichiarano aperti al confronto e al dialogo, ma prima di tutto devono essere rimossi gli ostacoli posti in Prefettura.

S.I. Cobas e Adl Cobas