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[ITALIA] Morti nel Mediterraneo, le politiche del profitto continuano a uccidere: e “se fosse tuo figlio?”

Le politiche del profitto, ma non della salvaguardia delle vite dell’Europa, continuano a mietere vittime.

In questi giorni sono decine e decine i morti, inghiottiti dal Mediterraneo, e non possiamo, come sindacato di classe composto da lavoratori di oltre 40 nazionalità, non urlare il nostro dolore e la nostra rabbia contro questa strage che si continua a perpetrare, in barba ai diritti basilari umani.

“Se fosse tuo figlio riempiresti il mare di navi di qualsiasi bandiera.

Vorresti che tutte insieme a milioni facessero da ponte per farlo passare.

Premuroso, non lo lasceresti mai da solo faresti ombra per non far bruciare i suoi occhi, lo copriresti per non farlo bagnare dagli schizzi d’acqua salata.

Se fosse tuo figlio ti getteresti in mare, uccideresti il pescatore che non presta la barca, urleresti per chiedere aiuto, busseresti alle porte dei governi per rivendicarne la vita.

Se fosse tuo figlio oggi saresti a lutto, odieresti il mondo, odieresti i porti pieni di navi attraccate.

Odieresti chi le tiene ferme e lontane.

Da chi, nel frattempo sostituisce le urla con acqua di mare.

Se fosse tuo figlio li chiameresti vigliacchi disumani, gli sputeresti addosso.

Dovrebbero fermarti, tenerti, bloccarti vorresti spaccargli la faccia, annegarli tutti nello stesso mare.

Ma stai tranquillo, nella tua tiepida casa non è tuo figlio, non è tuo figlio.

Puoi dormire tranquillo.

E sopratutto sicuro.

Non è tuo figlio.

√ą solo un figlio dell’umanit√° perduta,dell’umanit√† sporca, che non fa rumore.

Non è tuo figlio, non è tuo figlio.

Dormi tranquillo, certamente non √® il tuo.”

14 novembre

S.I. Cobas Roma