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[STELLANTIS] Fca: il ricatto sulla “trasferta” francese è una “estorsione a delinquere” nei confronti di una collettività di operai

IL RICATTO SULLA “TRASFERTA” FRANCESE È UN “ESTORSIONE A DELINQUERE” NEI CONFRONTI DI UNA COLLETTIVITÀ DI OPERAI

La vera estensione è sempre padronale.

L’azienda passa al setaccio, operaio per operaio, reparto per reparto con la minaccia bella e pronta… “se non accetti la trasferta per te non c’è nessuna possibilità né di maturare il rateo, né tanto meno di avere un futuro lavorativo all’interno della fabbrica.

Tutti i sindacalisti fanno parte del gioco sporco per intimorire gli operai e le loro famiglie, tanto cosa importa i lacchè di turno dei “Gargiulos” colpevoli dello smantellamento affidabilità sono con il culo coperto spediti… “per ora”… in trasferta a Cassino ed in Sicilia.

DEPORTAZIONE MISERABILE… ALTRO CHE TONALE, QUESTA È UNA TEMPESTA E LA NAVE STA AFFONDANDO.

Quattro spiccioli di salario per essere deportati a 2000 km di distanza per finire sul turno di notte in uno dei stabilimenti francesi a 10 ore di lavoro al giorno , e con i relativi costi enormi per la sopravvivenza in Francia… ecco l’ennesima fregatura dei Vanna Marchi per continuare indisturbati nel processo di smantellamento delle attività produttive ed occupazionali nei vari stabilimenti Italiani e soprattutto quello di Pomigliano.

Per migliaia di operai c’è lo spettro della miseria, della disperazione, della rassegnazione, ma è proprio su questa pressione psicologica e ricattatoria che FIAT e sindacalisti prezzolati giocano sulla loro vita.

POI C’È IL CALVARIO DEGLI RCL ABBANDONATI AL PROPRIO DESTINO ED IL CONSEGUENTE SMANTELLANDO DEL RAPPORTO AFFIDABILITÀ.

Abbandonati ad un destino crudele dopo aver lavorato per anni nei vari capannoni e reparti della fabbrica ed oggi ripagati con una settimana di lavoro al mese e messi ad un quasi reddito di cittadinanza.

Gli operai di Pomigliano non hanno nessuna possibilità di salvarsi stando in silenzio, il silenzio degli operai di pomigliano resta un’arma in mano al padrone e ai suoi servi sindacali.

L’ora è arrivata, ora tocca a noi prenderci il nostro destino.

ORA BASTA.

Il SI COBAS FCA fa appello a tutti gli operai della fabbrica, agli rcl, a lottare contro questi soprusi, contro queste forme di sfruttamento, non abbassiamo la testa insieme possiamo perlomeno difendere la nostra dignità e quella dei nostri figli . Insieme possiamo farcela, basta restare in silenzio.

SI COBAS FCA