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[CONTRIBUTO] Solidarietà al compagno Passamani. Massimo libero, fuori Alfredo Cospito dal 41 bis!

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo dai compagni della redazione Il Pungolo Rosso, già disponibile sul loro sito (vedi qui):

Solidarietà al compagno Massimo Passamani

Riprendiamo dal sito Il Rovescio la notizia-denuncia della decisione del Tribunale di Trento (presa il 20 dicembre) di prolungare gli arresti domiciliari al compagno Massimo Passamani, di cui apprendiamo solo ora, con nostro colpevole ritardo, il lungo periodo di arresti domiciliari.

Conserviamo vivo il ricordo di una discussione avvenuta con lui qualche tempo fa intorno alle questioni dell’immigrazione (e molto altro) in occasione della presentazione a Trento del n. 3 del Cuneo rosso dedicato appunto alla guerra capitalistica agli emigranti e agli immigrati. Il piacere, davvero raro, di un confronto vero tra militanti consapevoli delle proprie differenze, ma pienamente solidali davanti al comune nemico di classe.

Tra il ridicolo e il vergognoso la pretesa degli inquirenti di una “rivisitazione critica” delle proprie opinioni e azioni da parte di Massimo per poter ottenere, come premio, la fine degli arresti domiciliari. Come scrivono i suoi amici e compagni, siamo arrivati addirittura all’abiura preventiva!

I difensori di un sistema sociale decadente, marcio, pretendono l’abiura da quanti hanno l’orgoglio di battersi con coerenza per una nuova forma di società finalmente senza padroni, senza classi, senza stato…

Massimo libero!

Fuori Alfredo Cospito dal 41 bis!

Redazione Il Pungolo Rosso

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Trento: confermati gli arresti domiciliari per Massimo

Martedì 20 dicembre, presso il tribunale di Trento, si è svolta l’udienza del riesame sulla custodia cautelare nei confronti di Massimo Passamani. Fuori dal tribunale, si è tenuto un presidio di solidarietà, seguìto da un breve corteo per le vie del centro.

Dal lato loro

Il collegio dei giudici ha confermato gli arresti domiciliari per Massimo. Oltre al solito argomento dei precedenti penali e della tendenza alla recidiva, due sono le motivazioni degne di nota di tale decisione. La prima è che il comunicato solidale da trasmettere in radio «riporta nel suo contenuto il sostegno e supporto ad attività di ribellione e sommossa da parte dei detenuti e ciò al di fuori degli strumenti e delle forme di giustizia democraticamente statuite» (nessun cenno da parte dei togati, guarda un po’, agli omicidi, ai pestaggi e alle torture perpetrati dagli agenti penitenziari su mandato e con la copertura del DAP). La seconda è la mancata «rivisitazione critica» delle proprie condotte da parte dell’imputato. Ora, che la logica premiale emerga in modo sempre più sfacciato – in carcere come nelle aule di tribunale, sul lavoro come a scuola – è una tendenza assodata. In genere, tuttavia, l’abiura – parola che un tempo apparteneva al lessico critico-provocatorio dei rivoluzionari e che oggi è invece integrata senza imbarazzo nel vocabolario tribunalizio – era pretesa per i reati già passati in giudicato, non per quelli ancora oggetto di processo. Seguendo questa logica, per vedersi revocare le misure cautelari, imputati e imputate si dovrebbero ravvedere rispetto a fatti per cui potrebbero in seguito anche venir assolti… Siamo, insomma, all’abiura preventiva.

Dal lato nostro

Sentita e allargata la partecipazione all’iniziativa solidale. Al di là del dato numerico (una settantina di persone), significativa è stata soprattutto la composizione delle e dei solidali. Dalle “fratte” di Mori ai no tav, dai lavoratori dell’Orvea ai facchini della BRT, passando per i sindacalisti di base più attivi nella mobilitazione contro il «green pass», in piazza c’era una sorta di distillato delle lotte e delle proteste degli ultimi anni in Trentino. Molti gli interventi e le letture di testi di solidarietà. In primo piano, ovviamente, il sostegno allo sciopero della fame di Alfredo Cospito, arrivato nel frattempo al 64° giorno. A questo proposito, è stata anche citata la generosissima scelta solidale del prigioniero Claudio Cipriani, che in solidarietà ad Alfredo ha recentemente rinunciato a ogni beneficio previsto dalla legge, e letta una parte del suo comunicato (https://ilrovescio.info/2022/12/18/parole-e-scelta-solidale-con-alfredo-del-prigioniero-claudio-cipriani/). In vista dell’inizio del processo vero e proprio – che si svolgerà a Trento il 13 gennaio prossimo, e che vede imputati, oltre a Massimo, anche Agnese, Stecco e Juan – la mobilitazione continua. Come parte di un tessuto locale contro la repressione e come “volano” per parlare di ciò che più importa in questo momento: fuori Alfredo dal 41 bis!

Di seguito il volantino distribuito: abiura20