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[NAPOLI] Disoccupati e lavoratori in protesta dalla piazza ai supermercati. Disoccupazione e sfruttamento: non possiamo più campare

DISOCCUPATI E LAVORATORI IN PIAZZA E NEI SUPERMERCATI

TRA DISOCCUPAZIONE E SFRUTTAMENTO

NON POSSIAMO PIÙ CAMPARE

Centinaia tra disoccupati e disoccupate, lavoratori e lavoratrici, in piazza insieme a Napoli. Prima della manifestazione, i disoccupati organizzati sono entrati in un supermercato per una iniziativa di autoriduzione per i beni di prima necessità.

Pane, pasta, olio, latte, sono oramai beni di lusso per i prezzi raggiunti, e per è senza lavoro o per chi lavora sottopagato e sfruttato, la scelta è oramai tra il pranzo o la cena.

A seguito della iniziativa il corteo ha percorso piazza Matteotti, via Medina, piazza Municipio, fino alla Prefettura.

Dopo alcuni passaggi sbloccati per le platee di disoccupati storici, la lotta continua e arriverà nella giornata di lunedì fino al Ministero del Lavoro a Roma.

Contro la miseria imposta dalla guerra, scelta dal governo nazionale e applicata fino alle giunte locali, l’unità di lotta tra lavoratori e disoccupati è l’unico strumento che abbiamo per affermare i nostri diritti sopra i profitti dei pochi.

Una situazione sempre più insostenibile che da Napoli trova nuova linfa per una mobilitazione che si dovrà sempre più ampliare verso uno sciopero generale e generalizzato contro guerra, carovita e sfruttamento.

Uniti si vince!

Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre”

Cantiere 167 Scampia


LA LOTTA DEI DISOCCUPATI ORGANIZZATI

E’ UN ESEMPIO PER TUTTI I PROLETARI

VENERDÌ 7 LUGLIO ORE 17,00 CORTEO

Concentramento piazza Matteotti

Il SI Cobas sostiene con convinzione l’appello lanciato dai movimenti di lotta per il lavoro “Disoccupati 7 novembre” e “167 Scampia” per una due giorni di mobilitazione venerdi 7 luglio a Napoli e lunedì 10 luglio a Roma.

L’inflazione sempre più galoppante sta falcidiando ogni giorno di più i già miseri salari dei lavoratori, in un contesto segnato da una precarietà dilagante, lavoro nero e contratti pirata che hanno portato milioni di proletari a dover accettare paghe da fame, la rinuncia a qualsiasi tipo di tutela e condizioni di sfruttamento sempre più insostenibili.

Ciò è il risultato di decenni di controriforme con cui i governi e le istituzioni di ogni colore politico hanno regalato ai padroni non solo sgravi e regalie di ogni tipo, ma anche uno strapotere senza limiti, fatto di arbitrii, ricatti, mano libera sui licenziamenti, norme sempre più restrittive sulle libertà sindacali e soprattutto l’incremento della repressione poliziesca contro le lotte operaie.

L’inasprirsi della tendenza alla guerra tra le principali potenze imperialiste, resa sempre più evidente dal sanguinoso conflitto in corso in Ucraina, non fa che accelerare ed inasprire questo quadro: mentre si tagliano i servizi pubblici essenziali (sanità, scuola, trasporti e a breve anche le pensioni), milioni e milioni di fondi statali vengono dirottati sulle spese militari: l’esempio più lampante e clamoroso è la decisione della commissione UE e dei suoi governi membri di destinare persìno le risorse del Pnrr e del fondo di coesione (inizialmente stanziate per il contrasto degli effetti sociali della pandemia di Covid) all’aumento della produzione di armi e di munizioni!

L’attacco al reddito di cittadinanza, sbandierato e voluto con forza dal governo-Meloni, è perfettamente funzionale a questo disegno: trasformare la massa dei disoccupati e degli inoccupati in un esercito di “aspiranti-schiavi”, addomesticato e costretto ad accettare paghe di 700-800 euro al mese come unica alternativa al morire di fame o alla criminalità!

E’ per questo che la lotta dei disoccupati napoletani rappresenta un importante e prezioso patrimonio per tutti i proletari che non intendono abbassare la testa: perchè questi due movimenti hanno dimostrato in questi anni, con i fatti e non a chiacchiere, che è possibile rispedire al mittente i piani di sfruttamento, precarietà e morte voluti dai padroni e dai loro governi, ed imporre nell’agenda delle istituzioni borghesi (che ogni giorno dilapidano risorse pubbliche per spese inutili o a tutela del profitto e della rendita) una vertenza basata sul lavoro stabile e sicuro, a salario pieno e utile dal punto di vista sociale e ambientale.

Ed è per questo che il nostro sindacato, attivo da anni a livello nazionale in migliaia di battaglie sui luoghi di lavoro contro lo sfruttamento e i bassi salari, sostiene le mobilitazioni promosse dai disoccupati nei prossimi giorni, in vista di una mobilitazione autunnale contro la guerra e per aumenti salariali immediati e generalizzati che vedrà come uno dei suoi momenti centrali lo sciopero generale del sindacalismo di base del prossimo 20 ottobre.

SOLO LA LOTTA PAGA

UNITI SI VINCE

S.I. Cobas