MILANO: VIOLENZA …. DI CHI?

COME SEMPRE RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO L’ARTICOLO DEI COMPAGNI DEL CENTRO TAGARELLI PER LA PUNTUALE ANALISI RISPETTO AI FATTI DI MILANO.

BUONA LETTURA.

SI COBAS NAZIONALE

La frase di Marx che vedete sotto è stata scritta nel 1871 (La guerra civile in Francia) ma conserva tutta la sua attualità.
Stampa e Tv di regime mettono in primo piano – da sempre – le “violenze” dei giovani (che, magari, a certa finta “sinistra” vanno bene se succedono in Francia .. ma qui no eh.. – basta pensare che se i fatti fossero successi ad es. in Iran, i titoli sarebbero “brutale repressione… uso illegale della forza..” ecc. ecc.).

In poche parole:
. i 1.500 e passa morti di lavoro (di profitto), le centinaia di migliaia di infortuni, NON sono violenza?; la macelleria sociale nei luoghi di lavoro (grazie anche al Job Act e successive leggi e leggine) NON è violenza?; il lavoro precario e schiavo, i licenziamenti di massa, l’agonia senza fine di situazioni come l’ILVA, la Fiat, l’Elettrolux ecc., NON sono violenza? Il silenzio assordante e la complicità attiva e passiva nel genocidio del popolo palestinese NON sono violenza?
Una vetrina rotta vale più di un bambino palestinese bruciato vivo?
E ancora: i miliardi per gli acquisti di armi, cioè di strumenti di morte (non sappiamo quanti in Italia perchè sono dati secretati) da parte di governi di vari colori (Renzi, Gentiloni, Draghi, Conte, Meloni…) sottratti alla sanità pubblica ormai al collasso, alle scuole che cadono a pezzi, alle case che non ci sono, ai salari da fame e alle pensioni miserabili che costringono gli ultra sessantenni ad arrampicarsi sui tetti da cui poi cadono NON sono violenza? E l’elenco potrebbe continuare…

Questo è il nostro presente e i giovani proletari e studenti (e smettetela di chiamarli “maranza”, perché sono i nostri figli e i nostri nipoti, non solo nella Milano svenduta ai milionari ma in tutta Europa) vedono non solo l’oggi ma ciò che questa società propone loro per il domani: una vita da schiavi salariati senza più alcun diritto con la prospettiva di diventare, in un futuro non troppo lontano, non solo carne da macello ma carne da cannone.
E questa NON è violenza? A quanto pare no: quella dei padroni e dello stato che li rappresenta NON è violenza, la violenza è solo è sempre e solo quella di chi si ribella.

Ai tiepidi critici del “sistema” che vogliono “capire” – dopo aver immediatamente e abbondantemente criticato la “violenza” – ricordiamo che il “sistema” ha un nome preciso: si chiama capitalismo ed è basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che, per raggiungere il massimo profitto, calpesta popoli interi e distrugge il pianeta, che ha scelto la guerra per risolvere le sue crisi e che nessuno – da destra a “sinistra” – ha intenzione di mettere in discussione. Esemplare la frase della “nuova” stella del PD, la sindaca di Genova Salis, sull’ILVA: “Genova può fare a meno di Taranto, l’acciaio lo possiamo comprare all’estero” alla faccia dei lavoratori presi per i fondelli – anche dai sindacati di regime – da 14 anni e dei cittadini della città martire che muoiono non solo nella fabbrica ma anche fuori, in casa loro, da decenni.

Il vero nemico, il vero cancro delle nostre società è il capitalismo che porta miseria, fame, distruzione e morte. Il vero nemico è sempre in casa nostra: sono i padroni e tutti i loro servi. Ci servono unità, solidarietà di classe, organizzazione per distruggerlo, prima che esso distrugga noi proletari e il futuro stesso dell’umanità.

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