Comunicato sindacale S.I.COBAS

PARALISI DELL’ORGANIZZAZIONE, LA LOTTA CONTINUA!

Oggi, 30 ottobre, il SI Cobas sarà ancora una volta presente nelle piazze e nei luoghi di lavoro, dimostrando con la partecipazione concreta dei lavoratori la propria forza, la propria capacità di mobilitazione e la determinazione a proseguire la battaglia contro padroni, sfruttamento e repressione.

La forza del SI Cobas non si misura nelle dichiarazioni di qualche coordinatore, né nelle manovre di corridoio o nelle iniziative giudiziarie di chi, pur continuando formalmente a militare nell’organizzazione, lavora di fatto per ostacolarne e indebolirne l’attività. La nostra forza si misura negli scioperi, nei picchetti, nelle assemblee e nella partecipazione di centinaia di lavoratori che ogni giorno scelgono di lottare.

È proprio questa forza che qualcuno vorrebbe colpire dall’interno.

Nei giorni scorsi, alcuni coordinatori di Napoli, Roma, Genova e Torino hanno promosso una diffida legale contro l’organizzazione, mettendo in discussione la sostituzione di Simone Liusardi con Gino nella funzione di responsabile legale del SI Cobas.

Non si è trattato di una semplice divergenza formale o di una discussione interna sulle procedure. L’iniziativa ha avuto conseguenze concrete e pesanti: ha fornito alla Banca Etica, presso la quale sono depositate le risorse economiche dell’organizzazione, il pretesto per bloccare le operazioni finanziarie, mettendo a rischio la possibilità stessa di sostenere le attività sindacali, le iniziative di lotta e il funzionamento complessivo del SI Cobas.

Un’organizzazione di lavoratori non può essere messa in ginocchio attraverso manovre burocratiche e azioni giudiziarie promosse da chi dovrebbe contribuire alla sua attività e alla sua crescita.

La vicenda ha assunto contorni ancora più paradossali se si considera che Simone Liusardi ricopre un incarico di responsabilità legale anche nella FIST, organizzazione distinta dal SI Cobas. Si è arrivati così all’assurda situazione in cui una controversia interna, alimentata da alcuni coordinatori, ha rischiato di compromettere l’operatività finanziaria di un’organizzazione sindacale che quegli stessi soggetti contrastano politicamente.

Fortunatamente, questa operazione è stata contrastata. Grazie all’intervento del legale incaricato dal SI Cobas, nella serata di ieri Banca Etica ha fatto marcia indietro, ripristinando la possibilità di operare sui conti dell’organizzazione.

Ma il problema politico e organizzativo resta tutto.

Non siamo di fronte a una normale dialettica interna, né a un confronto tra diverse posizioni sindacali. Siamo di fronte a un comportamento che, nei fatti, ha prodotto un attacco alla capacità operativa del SI Cobas, colpendo direttamente le risorse che devono essere utilizzate per sostenere le lotte dei lavoratori.

Chi utilizza strumenti esterni per paralizzare l’attività dell’organizzazione alla quale formalmente appartiene deve assumersi fino in fondo la responsabilità politica delle proprie azioni.

NON SI PUÒ ESSERE CONTEMPORANEAMENTE DENTRO E CONTRO IL SI COBAS!

Non si può partecipare a un’organizzazione, beneficiare del lavoro collettivo dei suoi militanti e dei suoi iscritti e, nello stesso tempo, mettere in campo iniziative che ne ostacolano deliberatamente l’attività.

Non si può invocare la disciplina e la democrazia operaia quando fa comodo e poi ricorrere alle iniziative giudiziarie per imporre dall’esterno le proprie posizioni, mettendo a rischio il funzionamento dell’intera organizzazione.

La nostra concezione sindacale si fonda sulla partecipazione dei lavoratori, sulla responsabilità collettiva, sulla solidarietà e sulla capacità di decidere e agire insieme. Non può esserci spazio per comportamenti che trasformano il dissenso politico in uno strumento di sabotaggio dell’attività comune.

Avevamo già assunto iniziative e adottato atti formali per chiedere a questi coordinatori di interrompere le attività dirette contro il SI Cobas, arrivando anche a prospettare la sospensione degli emolumenti in caso di prosecuzione di tali comportamenti.

Di fronte all’ulteriore salto di qualità rappresentato dall’iniziativa giudiziaria e dalle sue conseguenze sull’operatività finanziaria dell’organizzazione, non possiamo più limitarci agli avvertimenti.

Il Coordinamento nazionale dovrà assumere nei prossimi giorni decisioni conseguenti, compresa l’esclusione dagli organismi e dagli incarichi organizzativi di quanti persistano in condotte incompatibili con l’appartenenza e con le responsabilità assunte all’interno del SI Cobas, nel rispetto delle procedure previste.

UN APPELLO AI LAVORATORI E AI COORDINAMENTI TERRITORIALI

Rivolgiamo un appello chiaro a tutti gli operai e ai lavoratori che fanno riferimento ai coordinamenti coinvolti: non lasciatevi trascinare in una guerra di apparati che nulla ha a che vedere con gli interessi della classe lavoratrice.

Non confondete le responsabilità dei singoli coordinatori con il percorso di lotta dei lavoratori che rappresentano. Prendete posizione, discutete apertamente e non consentite che l’attività collettiva venga ostacolata da chi antepone le proprie manovre politiche al funzionamento dell’organizzazione.

Invitiamo i lavoratori a prendere contatto con il Centro e a contribuire a ristabilire condizioni di chiarezza, responsabilità e unità nell’attività sindacale.

La posta in gioco è molto più grande di una controversia tra gruppi dirigenti: riguarda la possibilità stessa di mantenere un’organizzazione combattiva, autonoma e capace di sostenere concretamente le lotte.

Il SI Cobas non appartiene a questo o quel gruppo di coordinatori. Appartiene ai lavoratori che lo hanno costruito con anni di scioperi, sacrifici, repressione e conflitto sociale.

Nessuno può pensare di utilizzare il proprio ruolo interno per ricattare, paralizzare o condizionare un’organizzazione che vive del protagonismo e della partecipazione operaia.

A chi pensa di poter fermare il SI Cobas attraverso diffide, manovre burocratiche e azioni contro la sua stessa attività diciamo una cosa sola:

AVETE SBAGLIATO I CONTI!

Il SI Cobas continuerà a scioperare, organizzare i lavoratori e contrastare i padroni. E saprà anche difendersi da chi, dall’interno, ne compromette il funzionamento e ne indebolisce la capacità di lotta.

LA NOSTRA FORZA È NELLA LOTTA, LA NOSTRA UNITÀ È NELLA PRATICA, LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE È DEI LAVORATORI!

AVANTI CON IL SI COBAS!

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