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[COMUNICATO] Emilia Romagna, tamponi in tutta la logistica e nel settore carni: ma non basta

Comunicato-stampa

EMILIA ROMAGNA, TAMPONI IN TUTTA LA LOGISTICA E NEL SETTORE DELLE CARNI: MA NON BASTA

Da quando è scoppiata la pandemia abbiamo scritto, chiesto e spesso urlato, la necessità di effettuare in tutti i luoghi di lavoro e in particolare nei settori più sensibili, come la logistica e il comparto delle carni, i tamponi a tappeto e in queste ore, finalmente, la Regione Emilia-Romagna ha recepito questa nostra richiesta.
Siamo più interessati alla salute e alla vita dei lavoratori e delle lavoratrici che alle polemiche, ma ci sembra doveroso precisare che quanto riportato dalle cronache giornalistiche non corrisponde alla realtà.

Non sono Cgil, CISL e Uil i sindacati che hanno obbligato le autorità competenti a fare screening massivi, tutt’altro!
Mentre i vertici dei confederali restavano in silenzio, è stato il Si Cobas a battagliare e a denunciare continuamente le condizioni di sfruttamento e di ricatto cui sono costretti i lavoratori e le lavoratrici della logistica e delle carni.
Bene i tamponi e l’uso degli altri strumenti di protezione dal virus, ma i veri veicoli di diffusione dei focolai di Covid-19 sono gli appalti di mano d’opera, i subappalti e le “oasi” di caporalato che le istituzioni e Cgil-Cis-Uil da anni fanno finta di non vedere…
La vera emergenza è rappresentata dalle condizioni di lavoro che si vivono nei magazzini, in cui le merci e i profitti valgono più della salute e della vita di chi ci lavora.
Ci fanno ribrezzo le parole di Assocarni che si accompagnano a quelle del presidente di Assolombarda, Bonometti, che da un lato colpevolizzano i lavoratori (in particolare quelli stranieri) e dall’altro non danno alcun valore alla vita di chi tutti i giorni deve rompersi la schiena per uno stipendio spesso misero: ma d’altronde, non ci aspettavamo nulla di diverso da chi si porta sulla propria coscienza la responsabilità della carneficina avvenuta negli ospedali lombardi durante la fase del picco pandemico.

Noi sappiamo bene che la responsabilità è di questo sistema produttivo, che approfitta di ogni aspetto della vita delle persone e del pianeta intero per creare profitto.

Il virus, si vince cambiando questo sistema e l’unica arma che abbiamo è il conflitto.

Si Cobas nazionale