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7 ottobre, iniziative in tribunale

Riportiamo un breve resoconto ella giornata del 7 ottobre, caratterizzata da due iniziative in Tribunale a sostegno di Zavoian, del campo di via Triboniano e degli operai licenziati della cooperativa “Papavero”.

1) Il caso Zavoian

Zavoian fu arrestato durante le barricate del 20 maggio con la (solita) accusa di resistenza e oltraggio. Nello specifico, secondo la versione della polizia, Zavoian (60 anni, 1,60m di altezza per 48 Kg. di peso),avrebbe aggredito e procurato lesioni guaribili in 7 giorni a due carabinieri in assetto antisommossa. In realtà a finire in ospedale con ossa rotte, trauma cranico, ferite e contusioni varie era stato proprio Zavoian che venne atterrato dalle forze dell’ordine che avevano dato l’assalto al campo, e quindi picchiato a dovere.

Già nell’udienza per direttissima, che si svolse in ospedale, il giudice decise la liberazione di Zavoian, pur mantenendo la misura cautelare dell’obbligo di firma una volta alla settimana

In questa udienza, non a caso inserita in un elenco di altre 30 udienze con il meesimo giudice, era inevitabile un rinvio trattandosi di un rito ordinario (a nulla erano valsi i tentativi precedenti del pm di ottenere un patteggiamento) e quindi di una sostanziale impossibilità a svolgerlo nella mnattinata stessa.

Il fatto che si sia trattato di una scelta non casuale, (almeno questa è l’opinione dei presenti) è dettata dal fatto che si era di fronte ad un processo in cui l’imputato ha deciso di difendersi (rifiuto del patteggiamento, produzione di referti medici e di testimoni a proprio favore) e che si colloca in un momento molto delicato per il futuro del campo di via Triboniano, sottoposto ad un attacco politico frontale che però presenta molte lacune e contraddizioni all’interno delle quali la soluzione violenta dello sgombero appare irta di difficoltà per le varie istituzioni impegnate in questo tentativo di soluzione finale.

Fatto sta che tutto è stato rimandato al 25 febbraio 2011, che è stata revocata la misura cautelare dell’obbligo di firma e che sono stati acquisiti i referti medici che sembrano dimostrare che la versione della polizia (secondo la quale Zavoian si sarebbe procurato lesioni di quell’entità scivolando a terra nell’atto dell’aggressione) sia come minimo discutibile.

2) La vertenza degli operai della “Papavero”

La prima udienza si è svolta davanti al giudice Attanaso alla presenza dei dirigenti della Cooperativa, degli operai e del sindacato. Angelucci si è opposto sia alla presenza del sindacato, sia alla scelta della sede (Milano), sia al procedimento di urgenza.

Ricordiamo che si trattava di una causa per discriminazione (tutti gli operai licenziati erano iscritti prima allo SLAI, poi S.I. Cobas ed erano stati promotori degli scioperi di febbraio-marzo) e che parallelamente si svolgerà un’altra causa, presso il tribunale di Firenze, per contestare nel merito gli addebiti che vengono mossi agli operai (sciopero non autorizzato e lesione dell’immagine aziendale); un ricorso che dovrebbe produrre la decisione di un loro reintegro fino allo svolgimento della causa di Firenze ,che avrà senz’altro tempi piuttosto lunghi.

In sintesi le contestazioni della Papavero non sono state accolte ed è stata fissata una nuova udienza per venerdì 15 ottobre alle ore 12 che potrebbe addirittura concludere questo procedimento, nel caso il giudice decidesse di non ascoltare i testimoni e di esaminare solamente gli atti in suo possesso.

Concludiamo dicendo che un ottantina di persone hanno presidiato il tribunale in solidarietà coi licenziati e che si stanno preparando nuove inizaitive di lotta in altre cooperative presenti anch’essi in questa giornata di mobilitazione, a dimostrazione che il processo di autorganizzazione, unica vera possibilità reale di avanzare, sta continuando ad allargarsi.      Comitato Antirazzista Milano