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Comunicato dalla torre di via Imbonati

Il 6 novembre siamo saliti sulla Torre ex-Carlo Erba di via Imbonati, affiancando la lotta di Brescia contro la sanatoria-truffa, per dire basta alla clandestinità, per un permesso di soggiorno per tutti.

Abbiamo cioè deciso di rafforzare un percorso che va nella direzione dei pieni diritti per tutti, ben sapendo che la strada è certamente lunga e piena di ostacoli; il primo di questo è il governo che, mostrandosi sordo alle esigenze basilari di centinaia di migliaia di lavoratori immigrati (ma non solo) li condanna ad una condizione di clandestinità a vita a quindi ad uno sfruttamento che rasenta la schiavitù.

Così lo stato manifesta chiaramente di rappresentare unicamente gli interessi della classe padronale che, proprio grazie alle leggi razziste (Turco-Napolitano, Bossi-Fini, pacchetti sicurezza vari, sanatoria truffa, ecc) può infatti disporre di immensa manodopera ricattabile e a basso costo.

Il nostro tentativo ha comunque ottenuto qualche piccolo ma significativo risultato:

1) E’ stata posta all’attenzione di tutti, a livello nazionale, il fatto che esiste una sacca di lavoratori cui vengono negati diritti fondamentali e che siamo di fronte ad una vera e propria truffa legalizzata ai danni degli immigrati.

2) Si é aperto qualche piccolo spiraglio a livello locale per giungere ad una soluzione concreta per gli immigrati truffati a partire da quelli che hanno deciso di alzare la testa.

3) Si sono realizzate forme di unità d’azione con gli studenti in lotta contro la riforma Gelmini e tramite la manifestazione del 20 novembre abbiamo potuto raccogliere la simpatia degli abitanti del quartiere facendoci capire che non siamo soli in questa battaglia.

4) Iniziando a percorrere la strada dell’autorganizzazione dal basso, in maniera indipendente da ogni forza istituzionale, pensiamo di aver aperto la strada ad una lotta lunga e duratura.

Di questi risultati, per quanto parziali, ci riteniamo soddisfatti e dopo un mese di permanenza quassù decidiamo di scendere e ricongiungerci ai compagni del presidio permanente.

La nostra non è una resa ma una scelta ben precisa che ha come obiettivo quello di rilanciare il percorso appena iniziato, consapevoli che, in un mese di mobilitazione, nulla è ancora stato concretamente risolto.

Siamo quindi disposti a scendere dalla Torre, ma a condizione che vengano garantite incolumità e libertà dei compagni saliti sulla torre (e più in generale di tutti coloro che hanno preso parte alla lotta) rimandando agli incontri avuti con prefettura e questura per giungere ad una soluzione positiva dei casi denunciati.
Denunciamo infatti quello che è accaduto a Brescia, dove un’operazione di rappresaglia ha condotto alla deportazione dieci nostri compagni di lotta, (particolarmente significativo il caso di Mimmo, compagno bresciano prelevato a Milano durante un presidio al consolato egiziano, trasferito nel CIE di via Corelli e, dopo due giorni di isolamento deportato in Egitto) così come riteniamo inaccettabili le minacce di denuncia verso il medico che ha dimesso dall’ospedale il nostro compagno sceso dalla torre nei giorni precedenti.

Facciamo appello a tutti coloro che, a livello collettivo o a titolo individuale, hanno scelto di schierarsi con questo atto di protesta, ad essere presenti oggi pomeriggio alle 18 e proseguire sulla strada intrapresa, ad estendere le iniziative, sia a livello locale che nazionale, per ottenere la revisione di tutte le pratiche bloccate o respinte con la sanatoria-truffa e quindi l’apertura di una sanatoria vera e generalizzata che vada al di là delle colf e delle badanti.