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Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta Invito per la seconda riunione internazionale della nostra Rete

rete europea

 

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Nel marzo del 2013 si è svolta a Saint-Denis (Francia) una riunione che, dopo vari mesi di scambi e di lavoro comune, ha deciso la creazione della Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta. Il testo dell’appello sulla cui base durante la riunione di Saint-Denis si è creata una rete tra le nostre organizzazioni lo trovate qui sotto.

Oggigiorno, una sessantina di organizzazioni d’Europa, delle Indie, dell’Africa e dell’Asia hanno firmato questo appello. Si tratta di confederazioni o unioni sindacali nazionali, federazioni professionali o sindacati locali, correnti sindacali o tendenze sindacali.

 

Già da 21 mesi abbiamo messo progressivamente in moto questa Rete. Sono state realizzate azioni di solidarietà, ci sono stati scambi di informazioni, organizzazioni della Rete hanno messo in campo differenti iniziative, alcune di esse si sono riunite, esiste un sito web dove vengono pubblicati alcuni comunicati a nome della Rete, sono stati presi contatti con organizzazioni che non erano presenti alla nostra prima riunione, il lavoro sindacale internazionale è avanzato in certi settori professionali, etc.
Ma abbiamo anche un ritardo rispetto a certi accordi presi collettivamente: niente, o molto poco, è stato realizzato su certi temi o settori professionali e su alcuni assi di lavoro nei quali ci siamo proposti di intervenire.

 

Concludendo la nostra prima assemblea di Parigi, le nostre tre organizzazioni (CSP-Conlutas del Brasile) Solidaires della Francia, CGT di Spagna si sono assunte il compito di coordinare l’applicazione delle decisioni collettive, di continuare ad animare Rete. Abbiamo ampliato questo coordinamento alla TIE di Germania e alla CNT-SO di Francia, per ampliare la Rete e migliorare il sito web.

 

Proponiamo a tutti una seconda riunione internazionale, l’8 e 9 giugno del 2015 a Sumaré (San Paolo, in Brasile) su invito di CSP-Conlutas. Vi proporremo un ordine del giorno, ma da subito possiamo indicare che si tratta, partendo del bilancio del lavoro realizzato da marzo del 2013, di definire molto concretamente come rafforzare l’efficienza della Rete sindacale internazionale di solidarietà e di lotta, perché diventi uno strumento utile per tutte le nostre organizzazioni e molte altre nel mondo, al fine di organizzare le necessarie lotte sindacali; perché queste a loro volta siano radicate nelle realtà locali, il più possibile alla base e internazionaliste: perché l’internazionalismo è una dimensione indispensabile al sindacalismo che difendiamo e pratichiamo, un sindacalismo che lavora per una profonda trasformazione sociale.
Vi ringraziamo per l’attenzione e chiediamo alle organizzazioni di confermare il loro interesse a partecipare a questa riunione, affinché i compagni della CSP-Conlutas possano lavorare nelle migliori condizioni possibili in relazione agli aspetti pratici e organizzativi della stessa.

Central Sindical e Popular – Conlutas (Brasil)
Union Syndicale Solidaires (Francia)
Confederación General del Trabajo – CGT (Spagna)

 

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Rete Sindacale Internazionale di solidarietà e di lotta

 

Questo invito parte dalle organizzazioni sindacali di Europa, Africa America e Asia.
Le nostre affiliazioni – o non affiliazioni – internazionali sono disparate: membri della Confederazione Internazionale Sindacale; membri della Federazione Sindacale Mondiale; membri di nessuna di queste due organizzazioni; partecipanti di diverse reti sindacali internazionali.
E’ indirizzato a tutte quelle organizzazioni sindacali che si riconoscono all’interno di un sindacalismo incentrato sulle lotte, sulla democrazia del lavoro, sull’autogestione dei lavoratori e sulla necessità di un cambiamento sociale.

 

Gli effetti legati alla crisi del sistema capitalistico sono estesi in tutto il mondo. La crisi economica, finanziaria, ambientale e sociale sono interconnesse e in grado di autoalimentarsi.
L’attuale crisi economica del capitalismo evidenzia lo stallo del modello di sviluppo che è basato su una crescente diseguale distribuzione della ricchezza prodotta, della deregolamentazione finanziaria, dello sfrenato liberismo generalizzato e della devastazione ambientale.

 

Per proteggere i profitti degli gli azionisti e degli imprenditori, per proteggere il settore bancario, le istituzioni internazionali (World Bank, International Monetary Fund, World Trade Organisation, ecc.), i governi e gli imprenditori stanno progressivamente limitando i diritti dei lavoratori.
L’attuale sistema economico e politico organizza il saccheggio di molti paesi, costringendo milioni di persone ad abbandonare le loro terre di origine per sopravvivere… e quindi nega i loro diritti sulla base della loro condizione di immigrati.

 

Lo smantellamento dei pubblici servizi, la messa in discussione di tutti i diritti sociali, gli attacchi contro i diritti sindacali, la violazione delle libertà sindacali, la crescita della precarietà e della disoccupazione per mettere sotto pressione i popoli: questi stessi metodi sono usati in tutti i Paesi.
Per raggiungere questi obiettivi, metodi simili sono dovunque impiegati: criminalizzazione, processi, arresti, azioni di polizia, occupazioni militari e vari ostacoli in grado di limitare i diritti collettivi e individuali. La repressione è una delle armi contro quelli che resistono, alzano la testa, propongono alternative. La nostra solidarietà, che travalica i confini nazionali, è una delle nostre risposte.

 

Il sindacalismo che vogliamo costruire non può sostenere accordi con i poteri locali né avallare politiche antisociali. Il movimento sindacale ha il compito di mobilitare la resistenza a livello internazionale per rendere possibile, attraverso le lotte, la trasformazione sociale necessaria.
Il nostro sindacalismo ha lo scopo di sovvertire il modello di sviluppo economico, politico e sociale esistente, basato sulla supremazia della finanza, del profitto e della competitività. All’opposto, noi vogliamo costruire un sistema basato sui beni comuni, sulla redistribuzione della ricchezza fra tutti quelli cha hanno contribuito a produrla, sui diritti dei lavoratori e su uno sviluppo sostenibile per l’ambiente.

 

Reclamiamo l’estensione, la democratizzazione e la riappropriazione sociale dei servizi pubblici (scuola, salute, trasporti, energia, diritto all’acqua e alla sua potabilità, diritto alla casa, ecc.). I nostri obiettivi comuni includono il libero flusso delle persone e eguali diritti sociopolitici per tutti, indipendentemente dalla loro nazionalità, origine o genere.
Il nostro sindacalismo coniuga la difesa degli interessi immediati dei lavoratori e l’aspirazione a cambiamenti sociali significativi. Questo non si restringe alla semplice sfera economica ma include temi come il diritto alla casa, il diritto alla terra, l’eguaglianza di genere, l’antirazzismo, l’ambientalismo, l’anticolonialismo, ecc.

 

Gli interessi che difendiamo sono quelli della classe operaia, lavoratori attivi o in pensione, i disoccupati, i giovani lavoratori. Questi sono legati agli interessi dei popoli provenienti da tutte le regioni del globo. Ci troviamo perciò contrapposti agli imprenditori così come ai governi e alle istituzioni al servizio dei loro interessi e siamo indipendenti rispetto a qualunque organizzazione politica.
Organizzazioni sindacali internazionali esistono; reti sindacali sono state create su basi professionali o geografiche.

 

Da una regione all’altra del mondo le nostre storie sindacali, le nostre strutture sindacali, le nostre affiliazioni sindacali sono differenti. Comunque, tutte abbiamo un nucleo vitale in comune: siamo determinate a batterci per il coordinamento di un modello di attivismo sindacale combattivo a livello internazionale.
Il nostro appello non è inteso a realizzare un nuovo organismo sindacale internazionale. Scegliamo di rinforzare, ampliare e rendere più efficiente una rete sindacale che possa essere combattiva, democratica, indipendente, alternativa, femminista e internazionalista.

 

Vogliamo condividere la nostra esperienza, imparare dalle battaglie e dalle vittorie di ciascuno, creare unità attraverso i confini nazionali e far diventare realtà la solidarietà operaia internazionale. Di fronte all’attuale crisi e ai suoi effetti sulle popolazioni di tutto il mondo e della quale il capitalismo è responsabile, è necessario coordinare e unire le lotte. Chiediamo a tutti i raggruppamenti sindacali di unirsi a noi per costruire questa unità d’azione sindacale essenziale se vogliamo combattere efficacemente il declino sociale, conquistare nuovi diritti e realizzare una società diversa.
La nostra battaglia non cerca un ritorno al passato; è chiaro che gli attacchi contro la classe operaia sono molto duri e talvolta assumono nuove forme. Comunque, lo sfruttamento capitalistico non è una novità, ed è dallo sfruttamento capitalistico che dobbiamo emanciparci se vogliamo conquistare nuove modalità di organizzazione sociale che possano rispondere ai bisogni delle persone.

 

Vogliamo costruire questo percorso per passaggi successivi in collaborazione con tutte le organizzazioni sindacali attive nella lotta e per le quali il sistema capitalistico non rappresenta un inevitabile modo di organizzazione delle nostre società; e che costruiscono il cambiamento giorno per giorno attraverso battaglie collettive e dibattiti sulla società futura che desideriamo.
A seguito del convegno del Marzo 2013, abbiamo elaborato obiettivi concreti e impegni comuni.

 

Collettivamente, precisiamo e intendiamo fare questo:

 

·Ci attiviamo, in definitiva, per la solidarietà internazionale, in particolare contro tutte le forme di repressione antisindacale. La nostra battaglia è diretta contro tutte le forme di oppressione, in particolare quelle esercitate contro le donne;
·Interverremo con modalità unitarie e coordinate per sostenere battaglie e campagne già in corso; riaffermando il diritto all’autodeterminazione dei popoli: saremo con i Palestinesi e i Sahrawi, riconosceremo i sindacati indipendenti dei paesi del Maghreb e del Medio Oriente; contro l’occupazione militare di Haiti, contro i trattati europei che impongono l’austerity, per il diritto di tutti i popoli di decidere del loro futuro.
·Rafforziamo e estendiamo le attività internazionali che sono state seguite in settori professionali (trasporti, centralinisti, industria, commercio, sanità, ecc.) con particolare riguardo agli aspetti interprofessionali (diritti delle donne degli immigrati, alloggio, ambiente, sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro, ecc.). Già ora il lavoro è organizzato in una vasta gamma di settori, la cui organizzazione è coordinata da strutture sindacali di diversi paesi.
·Proseguiamo il lavoro di riflessione e di elaborazione sulle questioni correlate alla crisi del sistema capitalista e alle alternative ad esso.
·Infine, mettiamo a disposizione collettivamente le necessità materiali utili al successo delle nostre iniziative collettive: sito web, lista di posta elettronica, coordinamento di settori professionali.
·
Firmatari al 24 Maggio 2014

 

Organizzazioni sindacali nazionali interprofessionali

 

·Central Sindical e Popular Conlutas (CSP-Conlutas) – Brasile
·Confederación General del Trabajo (CGT) – Spagna
·Union syndicale Solidaires (Solidaires) – Francia
·Confédération Générale du Travail du Burkina (CGT-B) – Burkina.
·Confederation of Indonesia People’s Movement (KPRI) – Indonesia
·Confederación Intersindical (Intersindical) – Spagna
·Syndicat National Autonome des Personnels de l’Administration Publique (SNAPAP) – Algeria
·Batay Ouvriye – Haïti.
·Unione Sindacale Italiana (USI) – Italia
·Confédération Nationale des Travailleurs – Solidarité Ouvrière (CNT SO) – Francia
·Sindicato de Comisiones de Base (CO.BAS) – Spagna
·Organisation Générale Indépendante des Travailleurs et Travailleuses d’Haïti (OGTHI) – Haïti.
·Sindacato Intercategoriale Cobas (SI COBAS) – Italia
·Confédération Nationale du Travail (CNT-f) – Francia
·Intersindical Alternativa de Catalunya (IAC) – Catalogna
·Union générale des travailleurs sahraouis (UGTSARIO) – Sahara occidentale
·Ezker Sindikalaren Konbergentzia (ESK) – Paesi Baschi
·Confédération Nationale de Travailleurs du Sénégal Forces du Changement (CNTS/FC) – Sénégal.

 

Organizzazioni sindacali nazionali di comparto

 

·National Union of Rail, Maritime and Transport Workers (RMT) – Gran Bretagna
·Centrale Nationale des Employés – Confédération Syndicale Chrétienne (CNE/CSC) – Belgio
·Sindicato Nacional de Trabajadores del Sistema Agroalimentario (SINALTRAINAL) – Colombia
·Fédération Générale des Postes, Telecom et Centres d’appel – Union Générale Tunisienne du Travail (FGPTT/UGTT) – Tunisia
·Trade Union in Ethnodata – Trade Union of Empoyees in the Outsourcing Companies in the financial sector – Grecia
·Syndicat national des travailleurs des services de la santé humaine (SYNTRASEH) – Bénin
·Organizzazione Sindicati Autonomi e di Base Ferrovie (ORSA Ferrovie) – Italia
·Sindicato Único de Trabajadores del Grupo Ripley S.A – Perù
·Union Nationale des Normaliens d’Haïti (UNNOH) – Haiti
·Confederazione Unitaria di Base Scuola Università Ricerca (CUB SUR) – Italia
·Confederazione Unitaria di Base Immigrazione (CUB Immigrazione) – Italia
·Cub Trasporti – Italia
·Coordinamento Autorganizzato Trasporti (CAT) – Italia
·Confederazione Unitaria di Base Credito e Assicurazioni (CUB SALLCA) – Italia
·Union Nationale des Travailleurs du Mali – Synd. des travailleurs du rail (SYTRAIL/UNTM) – Mali .
·Gıda Sanayii İşçileri Sendikası – Devrimci İşçi Sendikaları Konfederasyonu (GIDA-IŞ/DISK) – Turchia
·Syndicat National des Travailleurs du Petit Train Bleu/SA (SNTPTB) – Sénégal.
·Asociación Nacional de Funcionarios Administrativos de la Caja de Seguro Social(ANFACSS) – Panama.

 

Organizzazioni sindacali locali

 

·Union Sindicale di Base Milanoest – Casa dei Sindacati di Base – (USB Milanoest) – Italia
·Trades Union Congress Liverpool (TUC Liverpool ) – Inghilterra
·Sindacato Territoriale Autorganizzato (ORMA) – Italia
·Fédération syndicale SUD Service public, canton de Vaud (SUD Vaud) – Svizzera
·Etudiants Fédération Générale du Travail de Belgique sections bruxelloises (Etudiants FGTB Bruxelles) – Belgio
·Sindicato Unitario de Catalunya (SU Metro) – Catalogna
·Sindicato dos Trabalhadores da Fiocruz (Asfoc-SN) – Brasile
·Türkiye DERİ-İŞ Sendikasi – Tuzla et Izmir (DERİ-İŞ Tuzla et Izmir) – Turchia

 

Organizzazioni sindacali internazionali

·Industrial Workers of the World – International Solidarity Commission (IWW)

 

Correnti, tendenze o reti sindacali

 

·Transnationals Information Exchange Germany (TIE Germany ) – Germania
·Emancipation tendance intersyndicale (Emancipation) – Francia
·Globalization Monitor (Gmo) – Hong Kong
·Courant Syndicaliste Révolutionnaire (CSR) – Francia
·No Austerity – Coordinamento delle lotte – Italia
·Solidarité Socialiste avec les Travailleurs en Iran (SSTI) – Francia
·Basis Initiative Solidarität (BASO) – Germania
·LabourNet Germany – Germania
·Resistenza Operaia – operai Fiat-Irisbus – Italia