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[AMBROUSI&VISCARDI] Indietro non si torna, avanti con la lotta contro lo sfruttamento, il lavoro grigio e l’insalata sporca

COMUNICATO STAMPA
27 novembre 2019

La società Ambruosi & Viscardi Azienda Agricola di Sant’Elpidio a Mare (FM) lascia a casa senza lavoro 150 operai agricoli.

INDIETRO NON SI TORNA, AVANTI CON LA LOTTA CONTRO LO SFRUTTAMENTO, IL LAVORO GRIGIO E L’INSALATA SPORCA

Lunedì 28/10/2019, circa 150 operai agricoli tutti nostri associati si sono presentati al lavoro presso lo stabilimento dell’Ambruosi & Viscardi Azienda Agricola di lavorazione fresco di Sant’Elpidio a Mare (FM), ma sono stati respinti ai cancelli, per ritorsione dall’aver aderito allo sciopero del 25/10/2019, negando nei fatti la possibilità di prestare la propria attività lavorativa, comportando di fatto un ulteriore tensione sindacale e forti preoccupazioni alla salvaguardia dei propri posti di lavoro, sostituendoli con altri lavoratori presi alla bisogna.

Alle gravi irregolarità preesistenti allo sciopero indetto dal S.I. Cobas del 5/10/2018, nella vertenza dei lavoratori della Azienda Agricola Ambruosi & Viscardi Società Agricola, si è ricorso ai ripari, con una prima stabilizzazione di tutti i lavoratori con contratti di lavoro a tempo determinato (OTD).

I lavoratori agricoli del S.I. Cobas, hanno dato vita ad iniziative di lotta e sciopero davanti ai cancelli, esasperati da un sistema di sfruttamento che sembra riportarci indietro nel tempo, quando il lavoro operaio era fatto di fatiche bestiali, bassi salari e condizioni disumane senza diritti e senza regole.

Questi operai, la cui totalità sono immigrati, sono lavoratori agricoli che prestano la loro attività lavorativa per un tempo di lavoro normalmente superiore alle 8 ore, tassativamente previste dalla legge per siffatta tipologia di lavoro, da tanti anni vengono assunti come Operai a Tempo Determinato (OTD), invero svolto la loro prestazione lavorativa senza soluzione di continuità, tutti i giorni dell’anno, per cui rivendicano la stabilizzazione di tutti i lavoratori, con contratti di lavoro a tempo determinato, in quanto hanno maturato il diritto alla trasformazione del loro rapporto di lavoro OTD in quello a tempo indeterminato, a fronte poi di buste paga per anni falcidiate dalle irregolarità nei conteggi e dalla erronea e/o mancata corresponsione di tutti gli istituti contrattuali economici e normativi previsti, con l’applicazione di un inquadramento professionale inferiore a quello spettante in base alle mansioni effettivamente svolte.

In particolare ai continui furti retributivi dovuti alla irregolarità nel conteggio delle ore effettivamente lavorate, con particolare riferimento alle ore ordinarie, straordinarie e delle previste maggiorazioni, con le ore effettivamente lavorate parzialmente riportate nelle buste paga e le cifre riportate inferiori a quelle effettivamente svolte.

Le ore effettivamente lavorate forfetizzate e camuffate attraverso la voce retributiva “TRASFERTA ITALIA (gg)”, o peggio, non pagate a fronte di lavoro svolto, con pagamento irregolare, senza oneri fiscali e/o contributivi.

La prestazione lavorativa retribuita con una somma forfettaria di +/- € 5,10 / ora.

Si arrivava ad effettuare tranquillamente, lavorando tutti i giorni, a circa 300/330 ore al mese di lavoro, +/- 12 – 14/15 ore di lavoro giornaliere per 6 e anche 7 giorni lavorativi settimanali, fino a chi ha svolto 461 ore di lavoro in un solo mese, fino a chi ha svolto un turno giornaliero di 23 ore lavorative (!!!), ma in busta paga non vengono riportate e retribuite neppure le ore/giornate lavorate (…).

La società Azienda Agricola Ambruosi & Viscardi Società Agricola, anche attraverso la sua sedicente associazione di categoria, continua a manifestare una irriducibile pregiudiziale nei confronti del S.I. Cobas e dei propri lavoratori associati, rimarcando una linea discriminatoria e antisindacale, che si caratterizza da sempre, nei confronti di un sindacato non gradito e non di comodo.

Nel mentre il confederume sindacale, da sempre silente sulle condizioni di sfruttamento di questi lavoratori dell’Ambruosi & Viscardi Società Agricola, ora ne decantano le lodi, sostenendo la regolarità dell’azienda.

Per ciò esposto, siamo a rivendicare:

1) Il reintegro immediato al lavoro dei circa 150 lavoratori, tutti i lavoratori nostri associati con il ripristino del proprio rapporto di lavoro e senza soluzione di continuità.

2) la trasformazione del loro rapporto di lavoro OTD, in quello a tempo indeterminato OTI e di porre fine ai trattamenti economici collettivi discriminatori.

3) un idoneo inquadramento professionale conforme alle mansioni svolte.

4) Un riscontro in busta paga della timbratura delle presenze in modo da poter verificare le ore di lavoro effettivamente rese e porre fine agli ammanchi retributivi/contributivi.

5) Una distribuzione equa dell’orario e dei carichi di lavoro, la fine del lavoro a chiamata.

6) La puntuale applicazione delle norme sulla sicurezza a tutela della salute e integrità psico-fisica di chi lavora, che pure sono diritti severamente tutelati dalle leggi dello Stato.

7) La fine delle angherie dei preposti dell’azienda con il loro allontanamento.

8) il riconoscimento del sindacato S.I. Cobas, divenuto maggioritario in azienda.

IL POSTO DI LAVORO NON SI TOCCA.

ANDIAMO AVANTI PER LA CONQUISTA DEI DIRITTI, DELLA DIGNITÀ E DI UN SALARIO ADEGUATO PER TUTTI I LAVORATORI.

S.I Cobas


AGGIORNAMENTI DA AMBRUOSI-VISCARDI (Fermo)

I 140 licenziati SI Cobas continuano imperterriti il presidio, ma nel primo pomeriggio è successo di tutto.

Dapprima le forze dell’ordine, dopo aver indossato caschi e manganelli, hanno dovuto desistere dalle cariche, trovandosi in evidente difficoltà sia a causa della determinazione e delle ragioni da vendere degli scioperanti, sia anche per via della preponderanza numerica del nostro presidio.

A quel punto i padroni della famiglia Ambruosi, assetati di sangue e con l’acqua alla gola per le consegne di giornata andate perdute, non potendo contare sulla mano militare della Questura, hanno iniziato ad aizzare i camionisti contro il presidio.

Uno di questi ha iniziato ad avanzare verso i licenziati seduti a terra arrivando sul punto di investire tutta la prima fila, e lo sciopero di oggi si stava per trasformare in tragedia!

Ancora una volta crumiri, servi sciocchi del padrone, mettono a repentaglio le nostre vite!

Ma non finisce qui: verso le 16,00 i padroni, dopo che il loro chiaro disegno criminale è apparso evidente persino alla Questura di Fermo che dopo il tentato investimento ha abbassato caschi e manganelli, hanno tentato la carta del raid squadristico, arruolando i crumiri per una vera e propria spedizione punitiva contro il presidio.

Anche stavolta sono stati respinti, sebbene siano riusciti a far cadere gran parte dei non licenziati nella trappola della guerra tra lavoratori e abbiano utilizzato un gruppo di schiavi obbedienti per combattere contro chi ha scelto di dire no alla schiavitù e alla paghe da fame.

Quel che è accaduto oggi è di una gravità inaudita: il SI Cobas denuncerà in tutte le sedi e farà piena luce sui torbidi affari di Ambruosi-Viscardi, sulla scarsa qualità dei suoi prodotti e sulla violazione sistematica dei diritti e della dignità dei suoi lavoratori.

Oggi delegazioni del SI Cobas nazionale hanno portato il loro sostegno al presidio da Milano, Bologna e Napoli.

Al prossimo giro saremo ancora di più.

La lotta continua, fino a un minuto in più del padrone.

28 novembre

SI Cobas nazionale