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[ITALIA] Virus! Il Covid-19 ha prodotto una catastrofe: la lotta internazionale dei lavoratori é la soluzione

VIRUS!

L’epidemia di Covid-19 ha prodotto una catastrofe…

In pochi mesi la pandemia da Coronavirus ha raggiunto tutti i paesi del mondo, infettando, al momento, 1 milione e mezzo di persone e uccidendone decine di migliaia.

Praticamente tutti gli stati hanno imposto misure di quarantena, spesso molto rigide e mai disposte in precedenza su aree così vaste

… ma ha funzionato anche come un faro…

La pandemia ha gettato una luce molto potente sulla situazione attuale dalla scala locale a quella globale, ponendo sotto gli occhi di tutte/i in maniera estremamente palese l’impatto dell’attuale modello di società sulle nostre vite e sulla natura.

La velocità di espansione del virus ci ha mostrato quanto ormai la produzione e il commercio connettano strettamente località lontane migliaia di chilometri, alla ricerca del profitto maggiore, creando una rete su cui viaggiano soprattutto merci, ma anche malattie, ridicolizzando la forze politiche che propagandano chiusure dei confini e sovranismo.

Il virus ha mostrato anche quanto poco interessino a governi e imprenditori sicurezza, salute e incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori: dalla sanità alla logistica, dalle poste alla metalmeccanica, dall’agricoltura agli uffici pubblici la pressione dei padroni per far lavorare le/i dipendenti a ogni costo, risparmiando su dispositivi di protezione e pulizie è stata forte e costante.

Mentre la più piccola trasgressione delle regole (spesso poco chiare) della quarantena viene punita, con accanimento mediatico verso gli “untori”, l’importante per i padroni è stato ed è riprendere la produzione.

Solo le lotte dei lavoratori, soprattutto nella logistica, hanno imposto la chiusura di molte aziende mettendo in evidenza la contraddizione della scelta fra vita, salario contro il profitto.

Nella sanità il virus ha mostrato lo sfacelo del sistema pubblico, anche nelle regioni del nord che vantano sempre la propria “eccellenza”, nonostante le liste di attesa di mesi e anni.

Un sistema privo di direzione a livello nazionale; sbilanciato verso le strutture ospedaliere, a scapito di ambulatori, medicina preventiva e servizi territoriali mai attivati; privo di capacità di programmazione nei (mancati) preparativi all’emergenza annunciata, ineguale da nord a sud, impoverito dal salasso di fondi andati a beneficio della sanità privata.

Lo stato deplorevole della sanità, anche nelle regioni del nord, in questi mesi ha prodotto migliaia di morti evitabili.

Una vera strage ha colpito gli anziani ricoverati nelle residenze e abbandonati a se stessi: questa è la fine che rischiamo di fare, dopo essere stati spremuti sul lavoro per anni e anni!

Fra le vittime, anche un centinaio fra medici, infermieri e altri operatori: non “eroi”, ma morti sul/dellavoro, che si aggiungono al dato “abituale” di 1.500 decessi all’anno.

Nel prossimo futuro anche gli altri malati, cronici e acuti, rischiano di pagarne il conto, visto che non potranno fruire di visite specialistiche ed esami, causa il crollo del sistema di prenotazione.

Quando l’emergenza finirà, non scordiamoci subito di quello che abbiamo visto; la pandemia è stata assimilata a una guerra.

Mai metafora è stata più sbagliata.

E’ il capitalismo che ha dichiarato guerra all’umanità e al pianeta!

Una guerra che travolge le nostre vite, quelle dei nostri figli e quelle dei nostri vecchi.

Una guerra che distrugge e avvelena l’ambiente e moltiplica le malattie e gli avvelenamenti.

Non facciamoci abbindolare da chi vuole nascondere questa realtà, con ridicoli tentativi di resuscitare il nazionalismo: solo l’unione delle lavoratrici e dei lavoratori su scala internazionale nella lotta contro il capitalismo potrà salvare il nostro futuro!

S.I. Cobas Pubblico Impiego Milano