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[COMUNICATO] Palermo, solidarietà a lavoratrici Coop Sociali Assistenti Igienico – Personale: lotta comune solo riparo contro precarietà e repressione

Comunicato

Il 30 ottobre, al Tribunale di Palermo, i precari della Coop Sociali Assistenti Igienico – Personale, saranno processati.

Avevano osato nel 2017 denunciare delle irregolarità nella gara d’appalto promossa dalla Città Metropolitana.

Così, ad una condizione di precarietà, con contratti anche solo di mesi, riduzioni di ore, salari bassi, si sono aggiunti i licenziamenti di metà del personale, prevalentemente femminile nel tentativo di scatenare una odiosa guerra tra poveri.

La pronta mobilitazione delle lavoratrici e la contestazione della gara, portata sotto i palazzi del potere, oltre alla risonanza a livello cittadino avevano sortito la modifica
del bando e il blocco dei tagli, ma ora, con l’emergenza Covid, le lavoratrici e i
lavoratori sono fuori dal lavoro ormai dal mese di marzo!

Questo processo è un ennesimo tentativo di stroncare la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori che rivendicano la stabilizzazione del posto di lavoro, la dignità e l’importanza sociale del lavoro che svolgono, ed è proprio il portare alla luce del sole la condizione di precarietà che si vive nelle Cooperative Sociali che si vuole sanzionare.

E’ la denuncia di questo degrado sociale che muove la macchina della giustizia
borghese.

Per non svelare le cause della povertà e del disagio sociale si accaniscono contro chi lotta per un’esistenza dignitosa e fa emergere verità scomode.

Rivendichiamo come nostra la battaglia intrapresa dalle compagne/i di Palermo.

Nell’attuale crisi è fondamentale che si lavori all’unità delle lotte di tutti i lavoratori,
che devono unire la denuncia della repressione in atto con quella delle azioni sempre più antiproletarie del governo Conte, che sta dimostrando di voler fronteggiare la crisi economica e la pandemia, proteggendo i profitti delle imprese molto più della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Dobbiamo rivendicare il diritto allo sciopero, la garanzia della sicurezza nel posto di
lavoro, nelle scuole, nei trasporti, la difesa del posto di lavoro e il salario garantito per chi l’ha perso, l’aumento della spesa per i servizi, e la patrimoniale, unico mezzo per non essere noi proletari a pagare i costi della crisi!

La nostra solidarietà dobbiamo dispiegarla nelle lotte.

Nel testo dello Slai Cobas, che ha organizzato le proteste, si afferma che “siamo gocce di un mare di lavoratori”.

Queste gocce possono trovare riparo sicuro solo nella lotta comune.

Se toccano una toccano tutti!

S.I. Cobas