Approfondimenti politiciCobasLogistica

[ITALIA] Il 19/6 tutti a Roma contro licenziamenti e repressione, per il rinnovo dei contratti nazionali e la libertà sindacale

SABATO 19: TUTTI A ROMA

L’agguato fuori ai magazzini Zampieri di Lodi

richiede una risposta immediata e compatta!

Le mani dei padroni sono sporche di sangue!

Repressione poliziesca e squadracce armate pagate dal padrone contro i lavoratori in sciopero sono due facce della stessa medaglia:

Fermiamo l’escalation di violenza contro le lotte operaie.

Contro le morti e gli infortuni in nome dei profitti rilanciamo una battaglia generale per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro;

Rimettiamo in discussione con la lotta i rinnovi dei Ccnl-bidone siglati da Cgil-Cisl-Uil, che dalla logistica ai metalmeccanici inaspriscono sfruttamento e precarietà e peggiorano i livelli salariali.

Contro il colpo di mano della liberalizzazione totale dei subappalti.

Per opporci allo sblocco dei licenziamenti e costruire una forte opposizione di classe al governo Draghi;

SABATO 19 GIUGNO ORE 14,00 MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA. CONCENTRAMENTO PIAZZA DELLA REPUBBLICA.

La ripresa dei licenziamenti è solo la punta dell’iceberg di una più generale opera di macelleria sociale che il governo Draghi sta preparando in nome è per conto dei padroni e del capitale industriale e finanziario.

In Italia ci sono già stati un massacro di posti di lavoro precari pari a 945.000 unità, in grandissima maggioranza donne, e una grandinata di licenziamenti disciplinari e anti-sindacali di avanguardie di lotta o di semplici lavoratori e lavoratrici con la spina dorsale diritta.

Tra l’estate e l’autunno altre centinaia di migliaia di proletari/e verranno gettati in mezzo a una strada.

Nel contempo, agitando il ricatto della disoccupazione e della povertà, il padronato sta intensificando lo sfruttamento del lavoro con forme diffuse di vero e proprio schiavismo, perfino di lavoro totalmente gratuito, ai danni in particolare dei proletari immigrati.

Questo massacro sociale ha bisogno del pugno di ferro dentro e fuori i luoghi di lavoro.

È quello che stiamo vedendo negli ultimi mesi contro gli scioperi nella logistica e contro le azioni di lotta dei movimenti sociali, in primo luogo dei disoccupati di Napoli e dei No-Tav.

Polizia e carabinieri sono ovunque ci sia un focolaio di lotta, affiancati anche da bande di mazzieri privati che, come nei magazzini Zampieri di Lodi e San Giuliano Milanese, aggrediscono i lavoratori in sciopero indisturbati e col beneplacito delle Questure.

Si tratta di una guerra senza esclusione di colpi nei confronti di chiunque osi alzare la testa: denuce, multe, fogli di via e finche il ricatto del mancato rinnovo dei permessi di soggiorno nei confronti dei lavoratori immigrati protagonisti di scioperi e lotte, rappresentano la punta di lancia di una strategia repressiva a tutto spiano.

Davanti a quest’offensiva padronale, che viene dopo una gestione della pandemia sciagurata e criminale, i vertici di Cgil, Cisl, Uil si limitano a dichiarazioni verbali di protesta alle quali non segue mai un sola vera iniziativa di reale contrasto ai padroni e al governo.

Per fermare questa nuova brutale aggressione del capitale al lavoro salariato è necessaria una mobilitazione straordinaria e di massa dei lavoratori, dei disoccupati e di tutti gli sfruttati.

Ci rivolgiamo ai tanti/e iscritti ai sindacati confederali, sconcertati e scontenti per la politica di subordinazione ai padroni e al governo, ai tantissimi giovani senza sindacato: occorre organizzare insieme, e in tempi brevi un vero sciopero generale capace di scuotere l’intera classe lavoratrice e di opporre a Draghi e ai suoi mandanti un fronte di classe forte dei suoi numeri e delle sue ragioni e unito da alcuni punti fermi: il no ai licenziamenti, alla repressione, all’intensificazione dello sfruttamento, al militarismo che incrementa spese belliche e missioni di guerra, al razzismo e alla legislazione speciale contro gli immigrati, alla demagogia del “femminismo” di stato proprio mentre peggiora la condizione della grande massa delle donne lavoratrici, alla farsa della “transizione ecologica”.

Lo sciopero nazionale della logistica del 18 e la manifestazione nazionale del 19 giugno sono per noi un primo passo per preparare insieme una grande risposta di lotta alla Confindustria e al “governo dei migliori” servitori del capitalismo, e lanciare un segnale anche ai proletari degli altri paesi.

La crisi la paghino i padroni!

  • No allo sblocco dei licenziamenti
  • Riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di salario
  • No alla moltiplicazione dei contratti precari e in somministrazioneSalario medio garantito a tutti i disoccupati;
  • Riapertura immediata dell’hub FedEx di Piacenza col reintegro di tutti i lavoratori;
  • Contro la repressione, le multe, i fogli di via e le misure restrittive per chi sciopera;

Fronteggiamo con la lotta le milizie private armate sui magazzini della logistica.

SABATO 19 GIUGNO TUTTI IN PIAZZA A ROMA!

SI COBAS NAZIONALE