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[ITALIA] Contro green pass e stato di emergenza, 5000 in corteo a Bologna. Lotta contro licenziamenti, guerra e carovita

COMUNICATO

SABATO 19 FEBBRAIO 5.000 IN CORTEO COL S.I. COBAS

CONTRO GREEN PASS E STATO DI EMERGENZA

Ieri sabato 19 febbraio 5000 persone, hanno sfilato in corteo sotto le bandiere del S.I. Cobas, contro il governo Draghi, per chiedere il ritiro del lasciapassare sanitario, la fine dello stato di emergenza, per rilanciare iniziative di lotta contro il carovita e le politiche antisociali del governo dei padroni e dei banchieri

.L’estensione dell’obbligo del Green pass a ogni settore lavorativo ha causato e sta causando sempre maggiori contraddizioni ed è sempre più evidente come rappresenti un modo per scaricare le responsabilità verso i settori sociali più deboli, mentre Draghi e i suoi giullari, utilizzano l’alibi della guerra contro il virus per portare avanti una nuova macelleria sociale, con licenziamenti di massa, l’aumento delle bollette di luce, gas e acqua, non pagando la quarantena e cercando di annullare ogni ipotesi di opposizione e di protagonismo collettivo.

Se fino a qualche tempo fa le piazze contro il greenpass venivano egemonizzate dalla destra negazionista e in alcuni casi dai fascisti, oggi assistiamo ad un deciso cambiamento di rotta:infatti settori di movimento, pezzi importanti del sindacalismo di base e confederale, finora troppo attratti dalle sirene della propaganda governativa nella gestione della pandemia, cominciano a muovere critiche radicali al pass e a sottolineare la matrice neoliberista e capitalista con cui è stata gestita la pandemia e come la stessa sia funzionale ad un ulteriore rafforzamento del controllo padronale della forza lavoro.

Per questo sabato eravamo in più di 2 mila in presidio fuori all’Inps, con una partecipazione altissima del S.I. Cobas (circa il 60% dei manifestanti) assieme alla Cub, all’assemblea antifascista contro il greenpass, Modena Libera e Emilia Romagna Costituzionale, e da lì ci siamo mossi in corteo fino a piazza Maggiore, laddove il corteo si è rafforzato dalla presenza di altre duemila persone appartenenti al movimento no-greenpass e tra le quali sono emerse, anche in qualche intervento, alcune posizioni ambigue sia sul versante antivaccinista, sia di carattere campista sulla crisi Ucraina, cioè di sostegno al fronte imperialista russo.

Il S.i. cobas, soprattutto con gli interventi di Tiziano Loreti del coordinamento provinciale di Bologna, di Alessandro Zadra del coordinamento provinciale di Milano e di Arafat di Piacenza, hanno ribadito e puntualizzato le ragioni delle iniziative messe in campo dal S.I. Cobas a livello nazionale il 14 febbraio, evidenziando che la lotta contro il greenpass non ha futuro se non saprà collegarsi alla più generale battaglia di classe contro l’offensiva padronale in corso, e se non saprá porsi in una chiara prospettiva anticapitalista e internazionalista.

La valutazione che facciamo dell’iniziativa di Bologna è positiva perché, oltre alla grande partecipazione, prepara le condizioni migliori per allargare il proprio raggio d’azione per rilanciare una iniziativa nazionale contro le politiche borghesi e del governo contro i lavoratori.

La manifestazione di Bologna di sabato 19 febbraio, nelle quale sono emerse alcune contraddizioni e non poteva essere che così, ha dimostrato che si può rompere quel circuito costruito sull’adesione alla pace sociale pandemica costruita dal governo nel nostro paese e dai governi in Europa, rompendo con un approccio monotematico sul green pass e collegando questa questione (in primis la sospensione del salario a migliaia di lavoratori) a una piattaforma di classe che parta dalle più generali condizioni di vita della fasce più deboli: contro il carovita, i licenziamenti, il precariato, le morti sul lavoro e contro i venti di guerra imperialista che stanno soffiando con forza in Ucraina.

Occorre unire le lotte dei lavoratori e dei disoccupati con le mobilitazioni che in questi giorni hanno avviato gli studenti, con le periferie che rischiano di essere preda delle destre razziste e xenofobe.

Sappiamo che non sarà semplice, dovremo usare pazienza e anche immaginazione, avendo ben presente che ciò che deve cambiare radicalmentenon è un singolo aspetto di questo sistema, ma il sistema stesso.

https://www.facebook.com/sicobasmilano/videos/910571209513154

S.I. Cobas nazionale