Uncategorized

Solidarietà alla lotte dei lavoratori

Il 22 marzo scorso partiva il primo grande sciopero nazionale della logistica, durante il quale i lavoratori bloccavano i cancelli di molti magazzini impedendo così alle merci di uscire. I lavoratori del settore erano stati derubati per anni, attraverso continui furti sulle buste paga, vessazioni a livello personale e chiunque si ribellava individualmente a questo sistema veniva prontamente messo alla porta. Lo stesso contratto nazionale firmato dalle organizzazioni sindacali ufficiali (CGIL, CISL e UIL) veniva derogato in accordo con questi sindacati ed applicato all’80% a livello retributivo, in nome della presunta crisi del settore. In questo modo i sindacati garantivano ai padroni delle cooperative la più assoluta immunità  e la possibilità di avere a disposizione manodopera che non si potesse ribellare, in quanto per la quasi totalità immigrati e quindi ricattabili con la scusa che, se perdi il  lavoro, perdi anche il permesso di soggiorno. Da questa situazione è nata l’ esigenza di auto-organizzarsi, di trovare una forma sindacale che i lavoratori potessero controllare direttamente per rappresentare le loro istanze di classe .Gli scioperi nei magazzini hanno sempre visto i lavoratori bloccare le merci , forma che negli anni ‘70 gli stessi sindacati confederali portavano avanti, ma che ora tacciano come violenta. Del resto questo è anche l’ unico modo per intaccare i profitti delle organizzazioni padronali, che in caso di sciopero hanno sempre a disposizione squadrette di lavoratori  esterni ai siti lavorativi, disposti  a sostituire quelli in  sciopero e tentare ,quindi, di far fallire la protesta. I difensori degli interessi economici dei padroni sono sempre stati solerti nel ripristinare la loro legalità intervenendo con interi plotoni di celerini pronti a porre fine a queste azioni di lotta anche manganellando i lavoratori. A Bologna  questa forma di organizzazione operaia si era molto estesa e metteva a rischio gli interessi dei più grandi gruppi imprenditoriali, tra cui: GRANAROLO E LEGA COOP. Per questo motivo dopo aver messo mano alla legge sullo sciopero chiamando in causa la commissione di garanzia, per dichiarare che i latticini sono dei generi indispensabili per la salute dei cittadini, e non riuscendo comunque a fermare la lotta dei lavoratori, hanno pensato di passare alle maniere forti emettendo 180 denunce sia a carico dei lavoratori coinvolti in queste forme di lotta, sia nei confronti del militanti di tutte le situazioni solidali con loro ed accorsi a sostegno.
Se i padroni e  lo stato paladino dei loro interessi pensano di fermare così la lotta di un intera classe che si sta ribellando, si sbagliano: la lotta continuerà.
Come militanti dello SPAZIO POPOLARE LA FORGIA, esprimiamo tutta la nostra solidarietà  ai lavoratori delle cooperative che stanno dimostrando alla parte di classe operaia che oggi sembra sottomessa agli interessi padronali e quasi ammutolita dalla crisi, che la lotta paga e che l’unità dei lavoratori è l’unica arma per riscattarsi dalle condizioni schiavistiche che oggi i padroni cercano di imporre.

Bagnolo Cremasco, 7/11/2013
Spazio Popolare La Forgia- Bagnolo Cremasco