Resoconto dell’assemblea autoconvocata AMIU(IGIENE AMBIENTALE) GE!

PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO DEI LAVORATORI AUTOCONVOCATI DI AMIU -IGIENE AMBIENTALE PERCHE’ RIVESTE UN IMPORTANTE PASSAGGIO NON SOLO, PER LA DIFESA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO A CUI NE  AZIENDA NE  SINDACATI CONFEDERALI  RISPONDONO COME SEMPRE, MA ANCHE COME AUSPISCIO CHE I LAVORATORI  AUTO-ORGANIZZATI RIPRENDANO LA LOTTA PIU’ GENENERALE A PARTIRE DALLA LORO DIFESA IMMEDIATA.

S.I. COBAS NAZIONALE

 

COMUNICATO !
Genova, martedì 15 settembre, si è tenuta al CAP un’assemblea dei lavoratori AMIU (azienda igie
ne ambientale).
Le ragioni di un’assemblea fuori dall’orario di lavoro e quindi non retribuita si spiega con gli esiti
negativi di una precedente incontro con rappresentanti della RSU.
L’8 luglio i lavoratori di diverse realtà di lavoro dopo aver evidenziato carenze e criticità avevano
impegnato i delegati RSU alla stesura di un verbale e alla richiesta di un incontro con la direzione
AMIU.
A distanza di oltre due mesi nessun passo avanti è stato fatto, intanto i problemi si sono aggravati.
La scelta di promuovere un’assemblea autoconvocata, nasce dalla necessità di rompere la passività
e forzare un ascolto da parte di RSU, organizzazioni sindacali e Azienda.
Lo spirito che ci ha portato a convocare la riunione non è contro nessuna sigla istituzionale o orga
nismo rappresentativo, invece, è per affermare il vero fondamento dell’idea stessa di sindacato:
alleanza tra lavoratori.
Hanno partecipato all’incontro più di 40 lavoratori e per più di due ore si è discusso e dibattuto.
L’introduzione è stata svolta da un compagno del S.I. Cobas che ha denunciato le condizioni di ab
bandono in cui versa l’officina di Sestri.
Dopo la tromba d’aria del 15 novembre 2025 che aveva scoperchiato il tetto si continua a vivere
condizioni di precarietà e pericolo: ancora senza un tetto e nella disorganizzazione più assoluta.
Questo tema della disorganizzazione è stato ripreso puntualmente in tutti gli interventi.
Si sono avuti, circa, venti interventi che hanno fornito un quadro a dir poco sconfortante sulle con
dizioni di precarietà e di pericolo in cui si lavora.
L’idea forza ripetuta più volte è di battersi per ripristinare condizioni precedenti e risalire la china
che ci ha visto ad ogni tornata contrattuale perdere diritti, livelli occupazionali e forza contrattuale.
Infatti nelle officine, non più di dieci anni fa, si contavano circa 100 unità schierate per attendere a
cure e riparazioni di 1400 mezzi; oggi i lavoratori sono 70 ma i mezzi da gestire sono saliti a 1600.
In un altro intervento è stato denunciato l’ultimo accordo che a fronte di un esodo pensionistico di
130 unità a settembre ma che a fine anno saranno oltre 150 le assunzioni sono semplicemente insuf
ficienti.
Se si considera che 54 nuovi ingressi sono part-time e solo 8 full time e se si trasforma il tutto in
ore lavorative il saldo è assolutamente negativo: circa 230.000 ore in meno.
Ma in realtà questo giocare con numeri truccati serve ad occultare il loro vero intendimento che è di
creare le condizioni per poter dire che il servizio non può essere mantenuto e servono nuovi appalti.
Il vero tono dei lavori assembleari è negli interventi così sintetizzabili:
“si lavora male”, “è un casino”, “siamo sempre in meno”, “l’AMIU sforna di continuo progetti,
ma è solo fumo”, “non abbiamo attrezzi”, “mancano gli spazi”, “non abbiamo, non abbiamo!”,
“ogni nostra richiesta viene ignorata”, “ci stanno sabotando”, “ci mancano addirittura le viti per
fissare le scope”, “le graduatorie sono ferme e dovrebbero essere unificate. Io sono stagionale dal
2021”, “l’emergenza è diventata una regola”, “molti mezzi sono pericolosi”e così via…
Un compagno del USB e membro della RSU lamenta che le denunce portate in direzione sono pun
tualmente non ascoltate e che bisognerebbe dare una scossa dal basso altrimenti RSU e sigle
anziché portare avanti i nostri interessi diventano una palude in cui affondano le loro promesse e le
nostre aspettative.
In questa palude, un altro lavoratore, aggiunge che ormai si diffonde il mal costume del familismo e
del clientelismo più spudorato.
Viene invocata la necessità di muoversi uniti e ricercare nuove (antiche) forme di lotta che mettano
al primo posto gli interessi dei lavoratori e non l’attardarsi a discutere i loro progetti organizzativi
riconducibile a scontri di potere ma con un unico intento privatizzare, e poi privatizzare!
Conclusioni.
1 Richiedere/imporre un nuovo incontro con l’Azienda e premere sulla RSU affinché si attivi.
Qualora le risposte siano negative o non soddisfacenti, bisogna essere pronti a promuovere lo stato
d’agitazione: sia l’USB che il S.I.Cobas possono farlo.
3 Indicare un rappresentante per sito lavorativo per creare un coordinamento permanente.
Lavoratori autoconvocati AMIU
Genova 18.09,202

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