SCIACALLI A MARCINELLE!

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO QUESTO PUNGENTE ARTICOLO DEL  “comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio” DOVE IN FONDO ALL’ARTICOLO CHIEDE AI SINDACATI DI BASE DI METTERE AL PRIMO POSTO LA SICUREZZA , IL SI COBAS NON SOLO CONDIVIDE L’APPELLO, MA RIVENDICA   SUL TEMA DELLA SICUREZZA ANCHE INIZIATIVE SINDACALI FATTE DA ASSEMBLEE DIRETTE CON I LAVORATORI NEI LUOGHI DI LAVORO E  DI SCIOPERO COME RISPOSTA ULTERIORE .

PROPRIO IN QUESTI GIORNI, DI FERIE AGOSTANE, SUL PROBLEMA CALDO ESTREMO, DOVUTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO (ALTRA FACCIA DEL CAPITALISMO CHE TUTTO DIVORA IN NOME DEL PROFITTO), STIAMO CHIAMANDO  I LAVORATORI A PRENDERSI DIRETTAMENTE CON LA LOTTA LE NS PROPOSTE(10 MINUTI DI PAUSA  OGNI ORA DI LAVORO, DRIVER USCIRE UN’ORA PRIMA PAGATA, AREE RINFRESCATE, ACQUA FRESCA E  BIBITE CON IL MAGNESIO E POTASSIO),  DOVE  TUTTE LE AZIENDE FANNO ORECCHIE DA MERCANTE DOVE I LAVORATORI SONO DEBOLI.

PURTROPPO PUR ESSENDOCI REGOLE REGIONALI E STATALI( FRA L’ALTRO MOLTO DEBOLI) I PADRONI NON LE RISPETTANO, ANZI SE NE FOTTONO ALTAMENTE,  TOCCA A NOI PRENDERCELE DIRETTAMENTE PER DIFENDERE LA NS SALUTE E LA NS VITA.

BUONA LETTURA E SOPRATTUTTO LOTTA DURA SENZA PAURA.

SI COBAS NAZIONALE

Durante la commemorazione della strage di Marcinelle, alcuni aderenti al sindacato belga FGTB voltano le spalle a Ignazio La Russa: grande scandalo!!! Landini coda di paglia si affanna a dichiarare “Non siamo stati noi”, mentre il segretario regionale del sindacato belga dice con grande dignità: “Tutti i compagni della FGTB si sono girati perché siamo contro la presenza dei partiti fascisti”.

. L’8 agosto 1956 a Marcinelle morirono 262 minatori provenienti da 26 paesi, 136 erano italiani.
Tra il 1946 e il 1956 più di 140mila lavoratori italiani lasciarono il loro paese per andare a lavorare nelle miniere di carbone belghe. Era il prezzo di un accordo tra Italia e Belgio che prevedeva un enorme baratto: l’Italia (governo De Gasperi, DC) doveva inviare in Belgio 2mila uomini a settimana e, in cambio, Bruxelles si impegnava a fornire a Roma 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore.

I MORTI DI MARCINELLE ERANO TUTTI MIGRANTI, LAVORATORI CHE AVEVANO LASCIATO IL LORO PAESE DISPOSTI A LAVORARE IN CONDIZIONI SPAVENTOSE, COSTRETTI DALLA POVERTÀ ALL’EMIGRAZIONE PER DARE UNA VITA E UN FUTURO DIGNITOSO ALLE LORO FAMIGLIE: . NON VI DICE NULLA??? AH…. AL PROCESSO TUTTI ASSOLTI

. Ad agosto 2026 in Italia le vittime del profitto sui posti di lavoro – cantieri, fabbriche, campi.. – sono 743; una media di 3,2 (sic!) al giorno. Tra il 6 e il 7 agosto ne sono morte 7. Il 32% di esse sono di nazionalità “straniera” ma per noi sono fratelli di classe, che lavorano al nostro fianco e cadono vittime, come noi, dello sfruttamento capitalistico dei “nostri” italianissimi” padroni…. Sciacalli che si nutrono di carne umana…
. Il governo Meloni va a “commemorare” i morti italiani facendosi rappresentare da un fascista dichiarato, quel La Russa che tiene il busto di Mussolini in casa, mentre si appresta a varare un nuovo decreto legge che esime da responsabilità il datore di lavoro, sempre che abbia rispettato le regole dettate da … Confindustria!
. Ma le colpe sono bipartisan, cambiano i governi ma l’attacco ai lavoratori – qualunque sia la loro nazionalità perchè per i padroni siamo tutti carne da macello – resta:
2011, governo Monti, legge Fornero che allunga l’età pensionabile senza alcuna distinzione tra chi svolge lavori impiegatizi e chi svolge un lavoro pericoloso;
2015, governo Renzi (PD), Jobs Act: dall’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori; l’aumento dei morti sul lavoro è stato del 43% da quell’anno.
2023, legge Salvini sugli appalti a cascata; aumento del 15% dei morti soprattutto in edilizia e negli appalti pubblici.
I sindacati venduti (CGIL/CISL/UIL) – nella difesa del “miglior mondo possibile” secondo loro, il capitalismo – la piantino di chiedere, ad ogni morto sul lavoro, più “formazione”. Tra i morti ci sono lavoratori “esperti” di 40, 50, 60 anni e più.
I sindacati di base mettano al primo posto – sì …prima anche del salario – la sicurezza: i morti di profitto sono la faccia più feroce, ma più vera, del capitalismo che ormai ha gettato ogni maschera.
I lavoratori si organizzino perché a condizioni di morte non si lavori. Sappiamo quanto è difficile, ma è l’unica strada per fermare questo fiume in piena di sangue.
Le “commemorazioni”, la “memoria” ecc. se non servono all’oggi e al domani sono perfettamente inutili, sono parole retoriche e vuote che servono solo a farci dimenticare la realtà del nostro presente: qui e oggi.
Da Marcinelle non è cambiato nulla: povertà, emigrazione, sfruttamento e impunità dei padroni sono sempre qui, oggi come allora.
Il capitalismo, il vero cancro dell’umanità intera, è fame, miseria, morte e guerra e va rovesciato se vogliamo un futuro e una vita degna di essere vissuta.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
Sesto S.G., 10.8.2026

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