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Giochi di prestigio sulla Marlane per allontanare la bonifica

Il sindaco Praticò vorrebbe oggi, riproporsi come risolutore del problema Marlane , ed inganna da prestigiatore qual è il PD regionale, partito al quale appartiene. Qual è altrimenti il senso della Conferenza stampa convocata per mercoledì 5 febbraio a Cosenza, piuttosto che a Praia a Mare dove il problema persiste ? Significa stare lontani da presenze indiscrete o stare lontani dalla verità che è una ed una sola ? Ora il sindaco prestigiatore, vuole dare al mondo una notizia e cioè che il sito Marlane, evidentemente con gli auspici di deputati PD, dovrebbe rientrare nel PROGETTO MIAPI , progetto istituito dal Ministero dell’Ambiente. Evidentemente il prestigiatore ha la memoria corta. Oltre che ignorare le cose come stanno realmente. Non sa, o fa finta di non sapere, per esempio, che il progetto MIAPI è un progetto che riguarda l’individuazione di siti “POTENZIALMENTE INQUINATI” non conosciuti, mentre il sito Marlane è un sito inquinato riconosciuto.  Ha dimenticato che l’area Marlane è sotto sequestro proprio per i rifiuti tossici che vi sono stati seppelliti e dei quali ne è stata ampiamente accertata la presenza.  Il sindaco prestigiatore non sa, o fa finta di non sapere, che è in corso un’ulteriore perizia ordinata dal Tribunale di Paola, che deve accertare la presenza dei rifiuti in tutta l’aera e non solo in quella già scoperta, e che devono essere fatte indagini epidemiologiche anche nelle aree adiacenti lo stabilimento. Il sindaco prestigiatore ha dimenticato di essere stato dipendente dell’azienda e che, durante la sua  testimonianza al processo Marlane, depose a favore dell’amico ex sindaco Lomonaco imputato per disastro ambientale ed omicidio colposo plurimo, negando , sotto giuramento, di essere a conoscenza sia dei sotterramenti che delle pessime condizioni di lavoro nei quali lavoravano gli operai, dal momento che lui era sindacalista.  Insomma per Praticò alla Marlane era tutto tranquillo. Il Progetto MIAPI, serve solo a ritardare la BONIFICA che come comitato chiediamo da anni e che è stata sempre negata dal sindaco prestigiatore. Non c’è niente da accertare in quel sito, che la REGIONE CALABRIA ha già riconosciuto ed inserito nell’elenco dei siti inquinati, perchè è stato tutto accertato, e che  adesso bisogna procedere con urgenza alla bonifica di tutto il terreno. Il sindaco con quest’azione vuol solo perdere tempo, deviare da quanto è già in itinere, sminuire il lavoro del Tribunale di Paola e del Comitato per le bonifiche , per arrivare ad un risultato, chissà fra quanti anni, che già sappiamo, ammesso che queste tipologie di indagini giungano a dei risultati. Il sindaco ha perso un’occasione, che gli fu offerta dal “Comitato per le bonifiche” il 5 marzo del 2013. Quando vi fu un incontro nel comune per tracciare una linea d’intervento unica che portasse alla risoluzione del problema. Il sindaco negò qualsiasi collaborazione , asserendo che la situazione era sotto controllo e che non era necessaria alcuna bonifica, negandone la realtà. Allora, noi ritenemmo, che la situazione era stata molto sottovalutata, oggi ancor di più, alla luce di quanto stabilito nelle perizie fatte dai consulenti tecnici nominati dal Tribunale di Paola, dove si evidenzia che: “i risultati degli accertamenti dimostrano come le zone sottoposte a prelievo sono da definirsi inquinate ed alcune di esse, estremamente pericolose per la salute dell’uomo e per l’ecosistema.  Le sostanze chimiche rilevate sono nella maggior parte dei casi, riconducibili all’attività di un azienda operante nel settore della colorazione dei tessuti. Il disastro ecologico che si può ipotizzare dalle ‘analisi dei dati, richiede ulteriori indagini anche sul territorio circostante e nelle falde acquifere” e che “il sollevamento di polveri dal suolo superficiale non è allo stato impedito ed è quindi possibile  che i cittadini (adulti e bambini), che abitano nelle aree residenziali di Tortora Marina e di Praia a Mare a ridosso dello stabilimento, siano esposti all’inalazione ed ingestione di polveri contaminate e quindi ad un rischio “non accettabile”. Del tutto immanente è il pericolo per la risorsa idrica sotterranea, che amplia di fatto l’area di rischio al di fuori del perimetro dello stabilimento. Solo un intervento specifico di rimozione dei contaminanti da quell’ambiente potrà mitigare, persino fino ad annullarla, l’entità di ogni accertato pericolo per la salute umana.”

Questa è la tragica verità che oggi il sindaco vorrebbe annullare, in attesa di fantomatici nuovi rilievi e nuove perizie.

Il Sindaco, è bene che si sappia, ed è bene che lo sappiano anche i dirigenti del PD, ha sempre tentato di non avviare alcun processo di bonifica, tanto che non ha mai risposto alle sollecitazioni fatte dalla Regione Calabria, che dal 09/03/2009,  rimetteva al Comune di Praia a Mare il fascicolo relativo alle operazioni di analisi dei rischi-caratterizzazione-bonifica-messa in sicurezza e ripristino ambientale del sito Marlane, significando che l’Ufficio regionale non ha competenza in materia, per cui non  intraprese nessuna iniziativa concretamente realizzabile per ottenere la bonifica dell’area, lasciando i cittadini esposti ad un gravissimo rischio per la loro salute.

Praia a Mare 4 febbraio 2014
Il comitato per le bonifiche dei terreni, dei fiumi e dei mari della calabria