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[CONTRIBUTO] No alla criminalizzazione e alla repressione delle lotte: tutti/e a Modena il 3 ottobre!

NO alla CRIMINALIZZAZIONE e alla REPRESSIONE delle LOTTE!

TUTTI e TUTTE a MODENA il 3 OTTOBRE!

I compagni e le compagne del C.S.A. Vittoria di Milano parteciperanno e invitano tutte le realtĂ  politiche e sindacali, i singoli militanti, alla partecipazione attiva al corteo nazionale contro la repressione indetto dal SI Cobas per rispondere al frontale attacco che il padronato modenese, con la diretta complicitĂ  di Questura e Procura locali, stanno portando al diritto di sciopero e alla stessa possibilitĂ  di organizzazione e attivitĂ  sindacale conflittuale.

Una criminalizzazione di un ampio ciclo di lotte che ha portato alla complessiva incriminazione di più di 400 tra lavoratori e lavoratrici, delegati e compagni/e solidali (oltre a fogli di via, avvisi orali, violenze poliziesche e, ricordiamo, il processo farsa nei confronti del coordinatore nazionale Aldo Milani), “colpevoli” di aver scoperchiato un sistema politico-economico nel quale la massimizzazione dei profitti padronali era generata da sfruttamento e rapporti schiavistici, con l’avvallo di istituzioni e potentati locali e la collusione dei vertici del sindacalismo confederale.

Un sistema che, scosso dalle fondamenta dalla conflittualitĂ  operaia, reagisce ora vigorosamente nel tentativo di recuperare gli spazi e il comando perduto e opera preventivamente, con visione paradigmatica e complessiva, per cercare di sterilizzare la possibile ripresa di un conflitto diffuso e la formazione di un movimento di massa conflittuale che lo favorisca e lo guidi.

In un contesto di radicalizzazione del costante attacco verticale portato da Confindustria al lavoro per capitalizzare a proprio esclusivo favore l’emergenza pandemica invocando, da un lato, il superamento della contrattazione nazionale e delle ultime tutele residue e, dall’altro, misure e ulteriore sostegno a salvaguardia dei profitti, ogni possibile segnale di vitalità di classe disturba potenzialmente i sonni di Bonomi & co. e pertanto deve essere contrastato e soffocato sul nascere.

Il termine ormai prossimo della moratoria dei licenziamenti, il mancato rinnovo dei contratti precari, il continuo attacco al salario e la distruzione dello stato sociale, della scuola e della sanità pubblica (dopo gli ipocriti encomi all’eroico personale lasciato in prima fila a combattere gli effetti sanitari del Covid-19), negli intenti del padronato non devono trovare alcuna reale opposizione.

Così come la ripartenza dei lavori delle c.d. grandi opere, da riattivare a discapito di ogni misura di sicurezza sul lavoro e di prevenzione di infiltrazioni mafiose o speculative, non devono trovare alcun ostacolo, pena la scure della repressione tradotta in anni di carcerazione senza alternativa né sconti come, da ultimo, per la compagna NOTAV Dana e il compagno NOTAV Stefano cui va il nostro saluto solidale e militante.

La pressoché certa socializzazione, in termini di debito, delle ulteriori perdite che l’emergenza pandemica (che sarebbe meglio definire “sindemica”, come alcuni studi già osservano, stante la palese esasperazione delle diseguaglianze socio-economiche causate dal virus) determina in un capitalismo nazionale già squassato da una più che decennale crisi strutturale con conseguente ulteriore impoverimento delle classi subalterne, determina per il padronato l’urgente necessità di fronteggiare qualsivoglia possibile antagonismo.

Ciò anche per l’impegno che la competizione globale e la ridefinizione in termini sempre più antagonistici su differenti terreni (finanziario, di interesse geostrategico o di mercato e, a livello ragionale, anche di guerra) delle relazioni tra i blocchi protagonisti ed emergenti, richiederanno nel breve periodo alle borghesie nazionali per sopravvivere alle chiusure dei mercati e al restringimento dei reciproci spazi di agibilità e di intervento.

Di fronte a questo scenario la partecipazione al corteo di sabato a Modena rappresenta un deciso e importante passaggio non solo solidaristico, ma anche per la costruzione di una nuova stagione di mobilitazione contro le misure antiproletarie e la profonda ristrutturazione che Confindustria e il governo Conte, assolutamente succube agli interessi di questa, preparano per l’autunno.

Nuovi percorsi di lotta che devono essere estesi comprendendo e ricomponendo tutte le vertenze sindacali, sociali e politiche già in corso, con un unico possibile denominatore comune: la necessità del superamento del sistema capitalistico per l’instaurazione di un nuovo modo di produzione economico e sociale volto alla pianificazione della produzione di ciò che è necessario per i bisogni dell’umano e del non umano.

Questo è l’obiettivo del patto per un fronte unico anticapitalista, questo è l’obiettivo dell’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici combattive di domenica scorsa, queste è l’obiettivo ideale cui tendere.

SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI !

CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DEI MOVIMENTI DI LOTTA !

TUTTE E TUTTI A MODENA IL 3 OTTOBRE!

Concentramento ore 14,30 piazza Sant’Agostino

I compagni e le compagne del C.S.A. Vittoria