Piacenza, 3 agosto 2026
Comunicato stampa:
Ora basta: la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici vale più dei vostri profitti.
Ieri, per l’ennesima volta, un lavoratore è uscito di casa e non è più tornato.
Un ragazzo di 19 anni, residente nel Piacentino, durante il suo turno di lavoro svolto nei campi di Stagno
Lombardo, sotto il sole e con le temperature inaccettabili di questi giorni, si è accasciato davanti ai suoi colleghi
e non ha più ripreso conoscenza.
Questa ennesima morte non è una fatalità, non è un tragico incidente isolato. È il risultato di un sistema
produttivo che continua a mettere il profitto davanti alla vita delle persone, che considera la salute e la sicurezza
dei lavoratori un costo da abbattere.
In Italia si continua a morire di lavoro con una frequenza inaccettabile. Ogni giorno lavoratrici e lavoratori
perdono la vita nei campi, nei magazzini della logistica, nelle fabbriche, nei cantieri… Dietro ognuno di loro ci
sono famiglie e comunità distrutte.
Ci sono operai, braccianti, facchini, giovani precari e lavoratori migranti, cioè coloro che producono la ricchezza
di questo Paese ma che troppo spesso subiscono sfruttamento, salari da fame, ricatti occupazionali e condizioni
di lavoro sempre più pesanti.
Nei campi come nei magazzini della logistica, nelle fabbriche come nei cantieri, il meccanismo è sempre lo
stesso: aumentare la produttività, abbassare i costi, intensificare i ritmi di lavoro, anche le temperature estreme
e le ondate di calore sempre più frequenti non possono essere trattate come eventi eccezionali. Chi lavora sotto
il sole, nei piazzali, nei capannoni o nei cantieri non può essere lasciato solo davanti a condizioni che mettono a
rischio la salute e la vita. La tutela dei lavoratori deve venire prima dei tempi di consegna, degli obiettivi
aziendali e degli interessi economici.
Il S.I. Cobas continuerà a organizzarsi insieme alle lavoratrici e ai lavoratori per rompere il ricatto secondo cui per
avere un salario bisogna accettare sfruttamento e insicurezza. Continueremo a lottare per salari dignitosi, per la
riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro, per il diritto alla salute, per la libertà di organizzazione sindacale e per
condizioni di lavoro realmente umane.
Dire soltanto “basta morti sul lavoro” non è più sufficiente. Serve mettere in discussione un modello economico
fondato sulla competizione esasperata, sulla precarietà e sulla massimizzazione dei profitti, modello che
considera inevitabilmente sacrificabile la vita di chi lavora, di chi suda.
Organizzarsi, scioperare non sono soltanto strumenti sindacali: sono pratiche necessarie per difendere il diritto
collettivo a una vita dignitosa.
Coordinamento Provinciale S.I. Cobas Piacenza
Coordinamento Nazionale S.I. Cobas











