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[PUBBLICOIMPIEGO] Tutte e tutti siamo Adil! Con la lotta dare un senso a questo morte, per evitarne altre

TUTTE E TUTTI SIAMO ADIL!

Adil Belakhdim è stato ucciso deliberatamente da un camion che ha investito alcuni lavoratori davanti al magazzino Lidl di Biandrate.

Era il coordinatore di Novara del SI Cobas e aveva organizzato quel presidio nell’ambito dello sciopero generale della logistica proclamato dal suo sindacato e da quasi tutte le sigle di base contro il pessimo contratto nazionale appena firmato da CGIL, CISL, UIL.

Lo sciopero era stato indetto anche contro l’ondata di violenza che i padroni hanno da qualche tempo scatenato contro le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori della logistica e non solo: dall’assalto con spranghe e bastoni davanti alla Zampieri/FedEx di Tavazzano, ai colpi di mattone contro il presidio alla Texprint di Prato, alle violente cariche di polizia con manganellate e gas CS, solo per citare alcuni episodi.

La repressione statale e le aggressioni padronali hanno uno scopo preciso: colpire lavoratrici e lavoratori che si stanno ribellando alle condizioni di pesante sfruttamento e precarietà sul lavoro e impedire che le lotte si saldino fra di loro e che le vittorie ottenute convincano chi finora subisce in silenzio a mettersi in gioco per migliorare la propria condizione lavorativa e di vita.

Alla base di tutto c’è la competizione globale per il profitto.

Che viene da lontano, ha attraversato la pandemia e prosegue nella gravissima crisi successiva.

Una corsa però sempre più frenetica, che divora persone e ambiente. Adil, come Luana stritolata da un telaio, i 14 turisti del Mottarone, gli automobilisti sul ponte Morandi, i braccianti agricoli drogati perché “reggano” le condizioni inumane di lavoro, i contadini indiani ridotti al suicidio, i campi inariditi e il mare coperto di plastica, il clima sconvolto.

La fame di profitto non fa distinzioni fra lavoratrici e lavoratori privati e pubblici.

Per chi fra queste/i ultime/i si sentisse al riparo, o meno esposto, ricordiamo innanzi tutto le condizioni in cui il personale medico è stato mandato ad affrontare il covid: senza protezioni, con turni massacranti per le carenze di organico già preesistenti.

Da qui il numero elevato di infettati e di morti. Ricordiamoci però anche la repressione: dai casi sempre più frequenti di sanzioni disciplinari fino al licenziamento e richieste milionarie di risarcimenti per errori fatti in buona fede e controfirmati da dirigenti “distratti” (vedi INPS); alla modifica dei codici disciplinari per colpire chi osa esprimere opinioni critiche nei confronti dell’amministrazione per cui lavora.

La morte di un compagno è sempre un prezzo troppo caro per una lotta!

Ma mentre piangiamo Adil, siamo consapevoli che solo se riusciremo ad unirci e a risvegliare gli indifferenti e gli incerti potremo dare un senso a questa morte e a evitarne altre!

SI COBAS Pubblico Impiego Milano

Adil lascia la compagna e due figli piccoli: per aiutare la famiglia bonifico su IBAN
IT23O3608105138254343954358 – BIC/SWIFT BPPIITRRXXX o ricarica Postepay n. 5333171076048723 – C.F. CRPRFL76T43C523I – entrambi intestati a Raffaella Crippa