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[ITALIA] I “prolife” entrano nelle scuole pubbliche per insegnare che “i contraccettivi sono pericolosi”

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo dalle compagne del comitato 23 settembre, già disponibile sulla loro pagina (vedi qui: https://www.facebook.com/comitato23settembre/ )

I “PRO LIFE” ENTRANO NELLE SCUOLE PUBBLICHE

PER INSEGNARE CHE I CONTRACCETTIVI SONO PERICOLOSI

Non bastava l’esercito a far propaganda nelle scuole, ora anche i “pro life” ottengono dal governo l’autorizzazione a fare “educazione sessuale” a studentesse e studenti.
Tra i maggiori divulgatori della destra oscurantista c’è l’associazione Teen STAR International. Per dare un’idea di cosa stiamo parlando, riprendiamo quanto riporta l’articolo di Maria Cristina Valsecchi di cui forniamo in calce il link : “Teen STAR dal 2004 offre corsi alle parrocchie, ai circoli giovanili locali, alle scuole private e a quelle pubbliche. L’attività principale dell’associazione consiste nella formazione di tutor adulti: insegnanti, psicologi, operatori nel campo della salute e dell’educazione.

Sono 4.085 i tutor attivi e 1.765 i corsi tenuti finora da Teen STAR nelle scuole di 51 province, in tutte le Regioni. Dal 2016, l’associazione è accreditata dal Ministero dell’Istruzione (che non controlla i contenuti e i modi di questa attività) come ente erogatore di formazione per il personale scolastico. Ciò significa che gli insegnanti di ruolo possono iscriversi ai corsi per diventare tutor di Teen STAR pagando attraverso la carta del docente, cioè con i fondi pubblici messi a disposizione dal Ministero”.

Con la presunta evidenza dei danni funesti derivanti dall’uso di contraccettivi, il cui elenco spazia dalla cirrosi epatica alla depressione, dal cancro alla trombosi, dall’ansia a più gravi disturbi psichiatrici, questa sedicente organizzazione educativa dissuade anche dall’uso di profilattici in quanto disturbatori dell’intimità sessuale, per arrivare alla non originale conclusione che, per evitare gravidanze indesiderate, la madre di tutte le soluzioni è l’astinenza. Qui ci ritorna in mente la nota tesi di San Woitila, che ebbe il coraggio di suggerire alla popolazione africana ormai in preda ad una vera e propria epidemia di HIV, di non usare il profilattico ma di praticare l’astinenza…

Come tutti i farmaci anche i contraccettivi hanno delle controindicazioni che vanno seguite, ma questo tipo di propaganda che non dà i dati effettivi dei cosiddetti effetti collaterali possibili assomiglia molto ad una operazione terroristica che, del resto, dimostra di avere ben poco effetto sui comportamenti giovanili.
Disciplina, repressione della sessualità e sua finalizzazione all’incremento della natalità sono i veri scopi di questo intervento a gamba tesa sulle vite delle ragazze e dei ragazzi. E’ chiaro che l’educazione ad una sessualità consapevole non può ridursi ad un uso indiscriminato di farmaci, e che ben pochi possono dirsi “esperti” in materia. Non è una buona ragione per lasciare le ragazze e i ragazzi ad affrontare individualmente questo percorso, con l’unica compagnia dei social o dei pari. Gli insegnanti e la società tutta devono preparasi a fronteggiare la diffusione di questa pseudo scienza che ripristina comportamenti e scelte contro cui il movimento delle donne ha già detto, 70 anni fa, una parola definitiva: autodeterminazione, sulla base di una scelta consapevole e sostenuta da strutture competenti, in primis i consultori.

E’ necessario contrastare questo andazzo che esaspera i contenuti e la formazione ideologica repressiva e autoritaria nelle scuole, che va a braccetto con l’articolatissimo programma di cooptazione ad una visione militarista, nazionalista e sessista portata avanti dalla sempre più capillare presenza dell’esercito nelle scuole di ogni ordine e grado.

I docenti che non diffondono le interpretazioni governative sull’aggressione al popolo palestinese e sulla vera natura della guerra in Ucraina, sono tenuti sotto pressione e sanzionati. La scuola diventa così il laboratorio privilegiato dove trasmettere un’ideologia complessiva: isolamento e concorrenza tra gli studenti, spinta alla prestazione, travisamento della realtà sociale e storica in cui vivono, informazioni devianti sulle problematiche che sono centrali nell’adolescenza.

E’ necessaria una riflessione collettiva su queste tematiche di enorme importanza, che si raccolga attorno a parole d’ordine che sintetizzino il nostro rifiuto di essere arruolate/i, noi e i nostri giovani, in una prospettiva sempre più vicina e catastrofica per tutta l’umanità.

Mai più figli per le vostre guerre!

Comitato 23 settembre

L’articolo completo, molto interessante, si trova a questo link: