[ITALIA] Prato: sciopero dei lavoratori del Panificio Toscano, violenta repressione di Stato con cariche, pugni e fermi

Dopo mesi di attesa, nulla è cambiato al Panificio Toscano (fornitore del colosso Coop) che non ha mai accettato di sedersi a un tavolo di trattativa: perciò ieri e oggi i lavoratori sono scesi di nuovo in sciopero, per richiedere il giusto inquadramento contrattuale ovvero l’applicazione del contratto nazionale di categoria.

https://www.facebook.com/SiCobasFirenze/videos/422978198295793/


https://www.facebook.com/firenzedalbasso/videos/686959228431779/

Immediata e durissima la risposta repressiva dello Stato: le forze dell’ordine hanno ripetutamente e duramente attaccato il picchetto di lavoratori, addirittura arrivando a colpire con un pugno un operaio in sciopero già steso a terra da un agente in assetto antisommossa:

https://www.facebook.com/jamesrevolutioninprogress/videos/683341402138892/

Fermati il coordinatore sindacale Luca Toscano e l’operaio solidale della tintoria Superlativa Manaf, poi rilasciati in serata dopo il presidio degli operai mobilitatisi per richiederne l’immediato rilascio:

https://www.facebook.com/firenzedalbasso/videos/423227405193221/

Nonostante i gravi fatti di ieri, i lavoratori in lotta non si sono fatti intimidire e oggi hanno ripreso lo sciopero:

https://www.facebook.com/SiCobasFirenze/videos/700277207074006/

A fronte degli scandali e delle inchieste legate alle cooperative e all’utilizzo di contratti non regolari come panificio artigianale, l’azienda continua a rifiutare di sedersi ad un tavolo di trattativa con il sindacato S.I. Cobas per regolarizzare i contratti, rifiuta di reintegrare i lavoratori licenziati e porre fine allo stato di schiavitù in cui vivono gli operai.

La Coop, terminate le prime agitazioni sindacali, ha smesso di interessarsi al tema e pare sorda alla volontà di centinaia di soci di sostenere le iniziative dei lavoratori e del sindacato. 

Cgil mai pervenuta…

I lavoratori in lotta sono uniti, organizzati e determinati: indietro non si torna, basta sfruttamento e oppressione vogliamo il pane e anche le rose!









Notizie correlate