22 settembre, un passaggio, l’obiettivo è ben altro!

Bloccare la produzione, portare in piazza i lavoratori contro il governo Meloni, per la resistenza agli attacchi del capitale!
Siamo arrivati al quinto sciopero generale, chiamato per sostenere la resistenza del popolo palestinese.

Il percorso attuato fino adesso da Si Cobas ha contribuito a far crescere sicuramente coscienza nelle possibilità di generare conflitto dai luoghi di lavoro.

Merito sicuramente alle prospettive date dalla causa della resistenza palestinese che è espressione di una presa in carico della questione di guerra di classe dichiarata al proletariato internazionale, di cui dobbiamo fare tesoro e riprodurre gli schemi,
Gli obiettivi e l’azione.

Nonostante la retorica, carica di aspettative della giornata del 22 settembre presa in carico da USB che cerca consensi come nelle “migliori” piazze dei sindacati confederali agitando parole d’ordine, cariche contenuti e che saranno per la stessa organizzazione un banco di prova importante, il Si Cobas ha voluto esserci in linea con la sua prospettiva politica dichiaratamente da tempo unitaria.

Oggi si è assistito anche a un importante segnale e a un punto di svolta nelle dinamiche, cioè la volontà di riprendere in mano la lotta di classe a prescindere dai campismi di tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolte;

Ora come ora e più di ora, i proletari e le proletarie devono prendere in mano il proprio futuro e costruire effettivo conflitto sociale e l’avanguardia del Si Cobas e sempre più indispensabile a creare un nucleo di aggregazione nei luoghi di lavoro che si mobiliti contro l’economia e il disciplinamento di guerra.

il Si Cobas sa bene che non è con gli slogan che si costruiscono percorsi ma sono i contenuti sviluppati nei percorsi che prendono lungimirante e di prospettiva la lotta di classe.

Oggi eravamo a presidiare il porto di Napoli, la stazione centrale di Napoli, a presidiare l’autostrada di Bologna, a invadere le strade e presidiare la stazione di Torino, la stessa cosa a Genova, a Monza e a presidiare i luoghi di lavoro come di consueto, perché il Si Cobas ha come naturale sviluppo il percorso di classe trasversale e unitario.

Dopo questa grande giornata di mobilitazione a fianco del popolo palestinese, rilanciamo lo sciopero generale del 3 ottobre che anticipa la mobilitazione nazionale del 4 ottobre, sempre a fianco del popolo palestinese, ribadendo però che è fondamentale spingere la classe lavoratrice verso una presa di coscienza e di risposta diretta alla minaccia delle sue condizioni data dall’imperialismo e il colonialismo capitalista.

Rilanciamo forte la data del 3 ottobre come proseguimento naturale dello sciopero generale di oggi e diamoci appuntamento ogni giorno nei luoghi di lavoro per affrontare passo a passo e fianco a fianco la grande sfida che questo periodo storico sta mettendo di fronte a tutti, combattere il pericolo che rappresenta il sistema capitalista , che necessariamente non deve essere riformato, come alcuni all’interno del sindacato di base dichiarano, ma abbattuto!

L’imperialismo e il colonialismo espressione del capitalismo è il nemico di classe!

Non è con i teatrini mediatici e con i numeri da carta stampata e con l’appiattimento su sistemi di gradimento propri del meccanismo di propaganda e fango borghese che si risponde, ma con i fatti!
Allo sciopero generale del 3 ottobre ( ricordando anche che la data del 3 ottobre 2013 il tragico naufragio di Lampedusa in cui persero la vita 368 persone. Da quel giorno ogni anno si ricorda per tutti/e immigrati/e morti in tutto mondo, in particolare per chi si imbarca nei viaggi della morte nel mare mediterraneo per venire in Italia) anticipa la mobilitazione nazionale del 4 ottobre, sempre a fianco del popolo palestinese, ribadendo però che è fondamentale spingere la classe lavoratrice verso una presa di coscienza e di risposta diretta alla minaccia delle sue condizioni portata avanti dai governi borghesi, nel sistema imperialista e colonialista del capitalismo.

Rilanciamo indicendo come SI COBAS con forza la data dello sciopero generale del 3 OTTOBRE e supportiamo il 4 OTTOBRE lo sciopero chiamato dalle organizzazioni palestinesi con il corteo nazionale a Roma, naturale proseguimento del percorso di lotta dai luoghi di lavoro per affrontare passo a passo e fianco a fianco la grande sfida che questo periodo storico sta mettendo di fronte a tutti, combattere il pericolo che rappresenta il sistema capitalista , che necessariamente non deve essere riformato, come alcuni all’interno del sindacato di base dichiarano, ma abbattuto!

L’imperialismo e il colonialismo espressioni del capitalismo, rappresentate dai vari governi, sono il nemico di classe!

Non è con i teatrini mediatici, con i numeri da carta stampata e con l’appiattimento su sistemi di gradimento propri del meccanismo di propaganda e fango borghese che si risponde, ma con i fatti!

Tocca uno/a, tocca tutti/e !!!

Lotta dura senza paura!
Palestina libera, per la rivoluzione nell’area Medio Orientale.
Sostegno alla resistenza palestinese per la fine del genocidio a Gaza.
Contro la guerra del capitale, lotta di classe internazionale.

S.I COBAS NAZIONALE

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